L’Italia da casa fatica ad entrare nel clima dei Mondiali di calcio

Rassegna al via e quasi non ce ne siamo accorti, gli orari «notturni» non aiuteranno il pubblico davanti alla tv
Fabio Tonesi

Fabio Tonesi

Giornalista

In Nord America sono pronte ad aprirsi le porte degli stadi per il Mondiale 2026 - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
In Nord America sono pronte ad aprirsi le porte degli stadi per il Mondiale 2026 - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Ve lo ricordate, com’era, quando la presenza al Mondiale era una cosa scontata per l’Italia? Si fa quasi fatica, perché sono passati dodici anni dall’ultima volta che gli azzurri hanno preso parte alla fase finale di un campionato del mondo di calcio ed è finita che – come per tutte le cose – anche a questo ormai ci siamo abituati.

Però un po’ ce le ricordiamo, quelle attese. Si iniziava a fantasticare un mese prima su pizze e grigliate in compagnia, si sognava un dolce epilogo come nel 1982 o nel 2006, si viveva il tutto come doveva essere: una grande festa collettiva.

I tre play off

Poi è arrivata la Svezia, eppure a Russia 2018 abbiamo guardato con la voglia di rivalsa. Poi è stato il turno della Macedonia del Nord, eppure a Qatar 2022 – al di là delle polemiche sullo sfruttamento dei lavoratori per la costruzione degli stadi – abbiamo comunque dato un’occhiata, andando pure oltre alla collocazione dicembrina che ci ha fatto guardare il primo Mondiale con sciarpa e guanti sotto il vischio.

Poi però ci si è messa pure la Bosnia e a quel punto un perché, senza l’Italia, non l’abbiamo più trovato. Del resto, anche nei due precedenti campionati senza azzurri, almeno una settimana prima saliva la fibrillazione per l’attesa. Stavolta no: siamo al fischio d’inizio e nemmeno ce n’accorgiamo, fa più notizia l’Italia che vince (o arriva in finale) nel tennis e nei motori.

Ci chiediamo seriamente se qualcosa, alle nostre latitudini, potrà cambiare nei giorni a venire, anche per via del fuso orario e delle maratone notturne che dovremmo fare. E il programma del primo maxi torneo a 48 squadre, mica aiuta: si parte con Messico-Sudafrica, stanotte Corea del Sud-Repubblica Ceca e domani sera Canada-Bosnia. Forse avremo un sussulto, perché avremmo dovuto esserci noi e invece ce ne stiamo ancora qua. Senza ciò che era scontato e ora non lo è più.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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