Calcio

Il Brescia in rimonta su stesso sta trovando il centro nella qualità

La vittoria col Cittadella ha certificato i progressi: Mallamo e Marras stanno alzando il livello generale
Gran prestazione per Manuel Marras contro il Cittadella
Gran prestazione per Manuel Marras contro il Cittadella
AA

 Non conta come parti – talvolta nemmeno cosa c’è stato nel viaggio – ma come arrivi. Diciamolo piano, sommessamente, ma il risveglio di primavera del Brescia è il meglio dello sperabile che potevamo spendere. Perché ai play off, se si cullano ambizioni (a proposito, ieri il Trento ha vinto, se facesse altrettanto nel recupero di mercoledì potrebbe arrivare a -2 dal secondo posto), non ha un valore tanto il fatto che li hai presi, ma come ti puoi permettere di affrontarli. Da un punto di vista mentale, fisico, identitario. Tre aspetti che si tengono.

Un piccolo passo dopo l’altro, c’è un’aria diversa attorno al Brescia. E venerdì sera ci è sembrato di ritrovarci catapultati indietro nei mesi, agli albori del progetto Union, accompagnato da un entusiasmo impagabile e da una partecipazione invidiabile al Rigamonti. Dopo una lunga serie di partite al ribasso, in campo e sugli spalti, è come se la luce si fosse riaccesa: il Brescia ha trovato Brescia, Brescia ha trovato il Brescia. Nella serata giusta, l’ideale per stringere una nuova alleanza verso il post season. Non c’era bisogno di chiedere aiuti esterni: alla fine la squadra di Corini ha fatto quello che si deve fare sempre.

I fattori decisivi

Ovvero si è raccolta in se stessa, facendo quadrato al suo interno. Insieme alla società. E a forza di remare contro la corrente delle avversità, la ciurma ha trovato la corretta direzione del fiume. Non è stata una magìa: è stato lavoro. È stata anche la capacità, prima di tutto da parte di Corini – e gliene va dato atto – di mantenere la barra dritta. Di non farsi condizionare e di proseguire sulla strada che aveva tracciato anche quando, da fuori, ci è sembrata quella sbagliata e figlia dell’ostinazione.

Credeva in ciò che faceva e le correzioni che ha apportato, le ha apportate quando ha ritenuto che ci fossero i presupposto: «Da dentro – ha detto il tecnico di Bagnolo – un allenatore spesso vede delle cose che da fuori non si comprendono. Non mi sento sollevato o più leggero perché appunto vedevo quelle cose e avevo quelle percezioni che a occhio nudo non si possono avere». È vero però che anche l’allenatore è dovuto passare per cambi di rotta comunicativi e che lui stesso qualche volta è dovuto andare a sbattere. Ciò che conta, è che il Brescia ora è in rimonta su stesso.

La chiave è nella qualità. La chiave, al di là delle chiacchiere e dei contorni, è il campo. Sul quale si sta impiantando anche una certa estetica nell’espressione corale, sul quale si sta affermando una nouvelle vague di coraggio e propositività.

La svolta tattica e i singoli

Due esterni – Cisco e De Maria – offensivi, un primo violino come Marras messo nelle condizioni di suonare senza dover cantare portando la croce e potendo regalare imprevedibilità e preziosismi non fini a loro stessi, bensì efficaci. E poi Mallamo: un concentro di qualità, corsa continua e mai sprecata, personalità. I due innesti di gennaio che promettevano di alzare il livello, iniziano a poterlo fare. Mallamo ha cominciato non appena si è ripreso dal fulmineo infortunio: una volta entrato, non è più uscito. E ha dato una mano a Lamesta a decollare nel ruolo di regista.

Il centrocampo – bene anche che Balestrero non si debba occupare di impostare, ma possa dedicarsi di più a interdizione e inserimenti – ha cambiato cera e con esso tutto l’insieme e la manovra. Per Marras, la situazione è un po’ diversa: come può giocare ora è come ci immaginavamo potesse giocare mentre da «quinto» era l’ombra di se stesso. Corini, la sua ostinazione l’ha spiegata così: «Per fargli fare un ruolo che non faceva da molto, avevo bisogno di ritrovare una punta fisica». Cioé Valerio Crespi, un altro che col Cittadella ha dato l’idea di iniziare a beneficiare dei progressi generali che sono stati costanti (di certo dal secondo tempo di Ospitaletto) sciorinando una prestazione maestosa a prendere il posto delle tante precedenti pasticciate: il gol capolavoro è stato un di più molto ben gradito. Viene voglia di pensare positivo unendo alla ritrovata vena creativa e realizzativa anche la solidità globale.

La miglior difesa del girone 

Frederik Sorensen, perno della difesa biancazzurra
Frederik Sorensen, perno della difesa biancazzurra

Lasciamo perdere (ma la cosa non va fatta – e non verrà fatta – all’interno, anzi) gli ultimi minuti della partita di due giorni fa, sorvoliamo anche su una gestione del secondo tempo un po’ rivedibile (di fronte però non c’era chicchessia per gli standard del girone), ma globalmente il Brescia ha regalato un senso pieno di solidità. Altro fattore che ai play off giocherà un ruolo di primo piano. Tra l’altro: con Vicenza e Alcione che hanno preso gol, la retroguardia è la prima del girone. Nel frattempo, che buona Pasqua sia prima di pensare al Lumezzane.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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