Calcio

Dieci anni senza Corioni, la moglie: «Aveva previsto il calcio di oggi»

Anna Maria Bottazzi tra famiglia e marito: «Per stare con lui ho iniziato a capire di pallone, ma non mi sono mai appassionata davvero. Tanti giocatori e allenatori sono passati a casa nostra, empatia speciale con Zambelli e Guardiola»
Gianluca Magro
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Dieci anni senza Gino Corioni

Casa Corioni parla sempre di calcio. Anche oggi, a dieci anni dalla scomparsa di Gino. Lo dicono le foto ai muri, i gagliardetti, le parole della moglie Anna Maria e della figlia Antonella. Di coloro insomma che con il pallone hanno avuto a che fare volenti o nolenti. «Per stare con lui – ricorda la signora Anna, come la chiamano tutti – ho dovuto accettare anche il calcio. Ancora oggi però non so perché venga fischiato il fuorigioco...».

Ma Anna Maria Bottazzi a casa e non solo di allenatori e campioni («Quando ho letto che Baggio stava andando alla Reggina ho detto a Gino: "Ma scusa, se possono prenderlo loro perché allora non noi?"») ne ha visti passare; per qualche anno è stata anche presidente dell’Ospitaletto ai tempi del «pres» a Bologna. E senza amare il prato verde, ha imparato a conoscerlo e a conviverci. Per amore del marito, conosciuto nel ’63 e sposato tre anni dopo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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