«Se avessi la possibilità di rivederlo non ci sarebbero tante cose che vorrei dirgli. Vorrei solo abbracciarlo e dirgli che mi manca». Più che un’intervista, il ricordo di Gino Corioni da parte di uno dei suoi adoratissimi, Marco Zambelli, è una lettera aperta. Un frullato di emozioni, un mix di sentimenti sempre accesi, di aneddoti che meritano di essere tramandati.
«A Gino penso perché per tanti di noi è stato anche un papà. Era il nostro presidente in anni in cui eravamo solo ragazzi che stavano crescendo anche come persone. E lui era quello che quando veniva al campo ti dava attenzioni anche sul fronte umano: si fermava a parlare, ti chiedeva della famiglia e tutte quelle cose che col calcio non c’entrano. Certo, era tutto fatto a suo modo. Perché io ricordo anche sue dichiarazioni pubbliche in cui mi attaccava. Io allora lo chiamavo il giorno dopo e gli dicevo "Pres, ma non poteva chiamarmi e dirmi queste cose in in ufficio?". E lui: "No no Marco, va bene così: ti serve di più"».




