Addio a Gian Pietro Marchetti, papà del «miracolo Piacenza»

Lo storico dirigente degli emiliani, ma anche terzino sinistro ex Juventus con due scudetti sul petto, è morto all’età di 78 anni. Era originario di Rudiano
Gianluca Magro

Gianluca Magro

Caposervizio

Gian Pietro Marchetti aveva 78 anni
Gian Pietro Marchetti aveva 78 anni

Quando nel calcio si parla del «miracolo Piacenza», esploso negli anni Novanta, sono due i nomi, entrambi bresciani, a cui associare l’espressione: il tecnico Gigi Cagni e il diesse Gian Pietro Marchetti. Lo storico dirigente degli emiliani, ma anche terzino sinistro ex Juventus con due scudetti sul petto, è scomparso ieri all’età di 78 anni.

Un lutto per il calcio italiano ma anche e soprattutto per Rudiano, dove la famiglia Marchetti vive da sempre e dove Gian Pietro tornava ogni lunedì, che calcasse i campi o fosse dietro a una scrivania, per il classico binomio caffè-Gazzetta dello Sport al bar del paese. E dove poi ha vissuto stabilmente una volta lasciato il mondo del calcio.

Nella sua storia, che si lega a Rudiano a quella della Tepa Sport, si può trovare la fotografia di quello che fu il boom economico degli anni Settanta, la voglia di «mostrarsi» anche di coloro che non vivevano nelle grandi città. Marchetti era cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta, portato avanti e indietro da Bergamo dai familiari o dagli amici che ad inizio anni Sessanta potevano possedere un’auto. Poi il professionismo proprio in nerazzurro, quindi il Lecco, gli scudetti con la Juventus nel ’72 e nel ’73, il ritorno all’Atalanta prima di chiudere la carriera di giocatore a Catanzaro. Nel curriculum vanta anche cinque presenze con la nazionale maggiore oltre alle esperienze con le rappresentative azzurre giovanili.

Se poi Rudiano resta la casa, il posto in cui rifugiarsi, Piacenza diventa quello in cui si consacra come direttore sportivo. Porta la squadra dalla serie C1 fino alla A; dal 1988 fino al 2001 colleziona in Emilia quattro promozioni, una in serie B e tre in serie A e insieme al presidente Garilli punta per lungo tempo su una squadra di soli italiani che dà battaglia nella massima categoria per sei stagioni.

Al suo fianco c’è Gigi Cagni, che lo ricorda con grande commozione. «Nei giorni scorsi mi ha contattato Riccardo, suo figlio, dicendomi che papà stava male. Così ho preso l’auto e sono arrivato a Rudiano. Siamo stati insieme un po’, abbiamo parlato del presente e del passato, un momento bellissimo. Nonostante avessimo solo due anni di differenza è stato il mio mentore e a lui devo tantissimo: mi ha scelto e voluto per il progetto a Piacenza, ho sempre trovato nei dialoghi integrità ed onestà intellettuale che quasi mai esistono nel calcio. Insieme abbiamo fatto una parte di storia del calcio italiano e oggi ne sono ancora più fiero». Marchetti, oltre al figlio Riccardo, lascia la moglie Cristiana e la figlia Rosa. I funerali avranno luogo sabato alle 15 nella chiesa parrocchiale di Rudiano.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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