Futuro Brescia, domani tavolo in Loggia: stadio possibile tema clou

Ora che l’incubo è diventato realtà. Ora che sulla sua pelle Brescia ha scoperto che quelle di Massimo Cellino con quei ripetuti «riconsegnerò le chiavi della società alla sindaca» non erano semplici provocazioni, ma reali manifestazioni d’intenti. L’allarme era suonato, ma il rumore - dopo tanti anni di bluff - come entrava da un orecchio, usciva dall’altro. Chi perde (non) paga e i cocci ora si inizierà a provare a metterli insieme sul tavolo di Palazzo Loggia, domani sera alle 19.
Le bresciane di C
Appuntamento nell’ufficio della sindaca Laura Castelletti per Giuseppe Pasini, Lodovico Camozzi e Giuseppe Taini. Rispettivamente presidenti e/o patròn di FeralpiSalò, Lumezzane e Ospitaletto. Si valuteranno possibilità e disponibilità a far nascere un nuovo soggetto sportivo che possa iniziare a incarnare l’anima di un nuovo Brescia. Che possa ripartire già dalla serie C invece che essere riavviato dall’Eccellenza o dalla serie D. Cautela è la parola d’ordine perché gli ostacoli, da superare in tempi molto ristretti, sono moltissimi. E non va trascurato nemmeno l’aspetto emotivo e la sensibilità di tutte le comunità in ballo rispetto all’idea di rinunciare al proprio progetto territoriale per abbracciarne uno più grande. Intanto, si inizia a ragionare e la prima buona notizia è che gli inviti arrivati da Castelletti non sono stati accettati solo per pura cortesia istituzionale.

Le posizioni
Entrando più nel vivo, se in passato Giuseppe Pasini (la sensazione è che potrà essere l’uomo sul quale si punta maggiormente) era sempre stato piuttosto rigido su un’idea Brescia che lo vedesse prim’attore, questa volta pare esserci una apertura. La FeralpiSalò ha una sua consolidata struttura sia societaria che sportiva e, ragionando in astratto, consentirebbe di partire da una base. Lo stesso vale per Giuseppe Taini che con Sandro Musso presiede il neo promosso Ospitaletto. Entrambi sono neofiti nel professionismo e la loro società è ancora in strutturazione. Nessuno dei due intende imbarcarsi in avventure che comportino passi più lunghi della gamba perché già una C a Ospitaletto per le loro potenzialità è una grande sfida: si metterebbero a disposizione dentro un progetto molto delineato a 360° e con l’ingresso di nuovi capitali. L’Ospitaletto è stato il primo club di Corioni poi divenuto presidente del Brescia: questo il fil rouge.
Lodovico Camozzi nel Lumezzane non ricopre incarichi ufficiali, ma l’opera di rilancio e consolidamento rossoblù dopo il fallimento della precedente gestione è cosa sua. E lo ha molto a cuore: è qualcosa più di un progetto sportivo, ma a che fare con tutta la Valtrompia e prevede uno sviluppo anche del Femminile e del vivaio. È una specie di «patto territoriale» che sarebbe tra le altre cose anche oggettivamente difficile trasformare in altro in corsa. Senza contare che il Lume ha una governance collettiva presso la quale far passare ogni decisione.
Curiosità
Però, per tutti, conterà anche quel che il Comune metterà sul piatto e la curiosità di capire cosa c’è nel cassetto della Loggia, se qualcosa nel cassetto c’è già, è tanta da parte di tutti. Di certo l’Amministrazione comunale ha dalla sua la proprietà di uno stadio da rifare che da mettere sul piatto può essere un argomento interessante. A prescindere, se si verificassero i presupposti (anche legali) di un nuovo Brescia di serie C, la prossima sarebbe un’annata di transizione con una denominazione perlomeno «ibrida» e provvisoria. Bisognerebbe accontentarsi di essere un qualcosa come «Brixia» prima di tornare Brescia. Ma stiamo correndo troppo: siamo ai sondaggi.
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