Calcio

Brescia, che fine farà lo stemma? Tutte le ipotesi

Quattro marchi in «pancia» all’attuale società, che va incontro al fallimento: complicato prevedere oggi cosa possa accadere
Gianluca Magro

Gianluca Magro

Caposervizio

Cellino, al suo arrivo a Brescia, indica il vecchio stemma - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Cellino, al suo arrivo a Brescia, indica il vecchio stemma - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

Per un tifoso di calcio, i colori e lo stemma (o se volete chiamarlo marchio va bene uguale) rappresentano qualcosa di unico, di sportivamente sacro. Ecco perché il rito sempre meno estivo e sempre più primaverile in cui si presenta la maglia della stagione successiva è qualcosa di imperdibile, su cui si aprono dibattiti infiniti. Colori e stemma identificano non solo una squadra, una società, ma una città intera. Ecco perché in giorni in cui fa un rumore tremendo la caduta del Brescia, destinata a trasformarsi in fallimento con il passare dei giorni, a tenere banco è anche il tema legato proprio a quali colori e a quale stemma sarà legata almeno la prima stagione delle rondinelle 2025-2026, qualsiasi categoria verrà disputata.

Il marchio

Le luci sono puntate soprattutto sul marchio: i tre del passato appartengono alla storia del Brescia (e ripescarli in questi giorni fa scendere una lacrima, sebbene quello del centenario non fu particolarmente foriero di soddisfazioni), uno è quello voluto e utilizzato da Massimo Cellino fino a... ieri. C’è però una causa ancora in corso per quelli con la «Leonessa rampante» che in questo momento è approdata in appello, dopo che la sentenza di primo grado datata agosto 2023 ha condannato il Brescia Calcio a versare oltre un milione di euro per fatti precedenti alla gestione Cellino. Ed è per questo che si è ancora nelle aule di tribunale.

La vicenda

L'ultimo stemma indossato dal Brescia sulla maglia di capitan Bisoli - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
L'ultimo stemma indossato dal Brescia sulla maglia di capitan Bisoli - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it

Vale però fare un passo indietro per capire quanto è accaduto: siamo nel 2005, il Brescia Calcio è in mano a Gino Corioni che per 20 milioni di euro cede il marchio a Brescia Service, la quale contestualmente lo concede in licenza d’uso al Brescia dietro un pagamento e per dieci anni, quindi fino al 2015. A ottobre dello stesso anno il marchio viene venduto ad una nuova società (che sborsa 20 milioni di euro), mentre la Brescia Service si impegna a pagare un canone di leasing trimestrale. Corioni però esce di scena nella tormentata estate del 2014 e nella stagione successiva non sarebbe stato pagato dal Brescia quanto dovuto per l’utilizzo del marchio. Il famoso milione e passa di euro chiesto poi a Cellino, per il quale l’imprenditore sardo ha iniziato una delle sue tante battaglie legali («Stanco di subire estorsioni, la vicenda del marchio è una truffa, le sue parole nel settembre dello scorso anno»).

E adesso?

Adesso molto dipende da quale sarà il futuro del Brescia. Sul piatto c’è l’appello riguardo la sentenza di primo grado, ma tecnicamente tutti i quattro i marchi sono «in pancia» al Brescia Calcio e quindi dovrebbero finire tutti nel calderone del sempre più probabile fallimento della società. E a quel punto andrà capito in punta di diritto quali e quanti dei quattro siano eventualmente utilizzabili. Piccola, ma inevitabile riflessione finale: ripartire con una nuova società, un nuovo vestito, un nuovo entusiasmo recuperando anche lo storico stemma sarebbe bello e romantico. Utilizzare quello attuale francamente triste.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Sport

Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Il libro «L'intelligenza artificiale di Pinocchio» in edicola con il GdBIl libro «L'intelligenza artificiale di Pinocchio» in edicola con il GdB

Una riflessione su apprendimento, chatbot e autonomia del pensiero nell’era digitale

SCOPRI DI PIÙ
Sostenibilità oltre dazi, rincari e geopolitica: l’incontro di GdB&FuturaSostenibilità oltre dazi, rincari e geopolitica: l’incontro di GdB&Futura

Appuntamento il 27 maggio alle 17.30 nella sede di Mori 2A a Nuvolento.

ISCRIVITI
«Sfaticati»: il lavoro visto dalla GenZ, in edicola con il GdB«Sfaticati»: il lavoro visto dalla GenZ, in edicola con il GdB

Un libro che riflette sulla voglia di lavorare dei giovani, oltre stereotipi e luoghi comuni

SCOPRI DI PIÙ