È sul terreno delle tempistiche che si scontrano le due scuole di pensiero del fantacalcio: il mercato (quello vero) si è concluso due giorni fa, il primo settembre, e per molti è questa la settimana dell’asta. Chi l’ha già fatta ad agosto, invece, affronterà presto una finestra di riparazione. Sono giorni caldi, a prescindere dall’appartenenza a questo o quello schieramento, per uno dei giochi più amati dai tifosi di calcio.
Fantacalcio.it, la principale piattaforma in Italia, è stata acquistata qualche mese fa dalla Lega Serie A. Sul proprio sito dichiara oltre sette milioni di utenti. I numeri globali sono ancora più alti se si considerano tutte le altre applicazioni che offrono lo stesso servizio: un database con tutti i calciatori del campionato italiano, una redazione (o un algoritmo) che assegna i voti, e di conseguenza i punteggi.
Cos’è il fantacalcio e come funziona l’asta
Il gioco consiste nello schierare prima di ogni giornata di campionato undici giocatori, scegliendo un modulo (come il 4-3-3, il 3-4-3 o il 4-4-2). A ciascuno di loro viene assegnato un punteggio, che corrisponde al voto attribuito alla loro prestazione in campo. Il fantacalcio, dunque, attinge completamente dalla realtà: se un calciatore fa bene supera ampiamente la sufficienza, portandosi a casa un 6,5 o un 7. Viceversa, un errore marchiano potrebbe costargli un 5, o un 4,5. La vera differenza, però, la fanno bonus e malus: un gol vale tre punti in più, l’assist uno. Il portiere che subisce una rete perde un punto, chi viene ammonito mezzo. E via discorrendo.
Ogni partecipante costruisce la propria rosa all’asta: partono tutti con lo stesso budget (che di norma sono 500 o 1.000 «fantacrediti»), con il quale devono acquistare tre portieri, otto difensori, otto centrocampisti e sei attaccanti. Sulla composizione possono esserci leggere variazioni, ma lo schema tradizionale è questo. Solitamente una lega ha otto, dieci o dodici partecipanti. La classifica è determinata dagli scontri diretti: chi totalizza tra i 66 e il 69,5 punti con i propri giocatori segna un gol, dai 70 ai 73,5 due, e avanti con le fasce da quattro punti (che per qualcuno sono sei). Vince chi «segna» più reti, oppure si pareggia, come se fosse una partita reale.

Come dividere il budget
La sfida, in un’asta, è far quadrare i conti. Si paga di più per chi porta bonus, quindi gol e assist. È naturale che il grosso del budget si concentri sugli attaccanti. Gente come Malen, il centravanti più prolifico del momento, o Lautaro Martínez, il capocannoniere dell’ultimo campionato, possono costare fino a 200 o 250 crediti (o 500, per chi ne ha a disposizione 1.000). Praticamente la metà. Per una gestione bilanciata è consigliabile investire tra il 5 e il 7% del budget sui portieri (dunque tra i 25 e i 35 crediti su 500), tra il 10 e il 13% per i difensori (50-65 crediti), tra il 22 e il 27% per i centrocampisti (110-135) e tra il 55 e il 60% per gli attaccanti (275-300).
Ovviamente le variabili sono moltissime: in un fantacalcio con modificatore, che assegna punteggi più alti in caso di buon rendimento dei difensori, si può pensare di investire qualcosa in più tra porta e reparto arretrato. C’è chi punta molto sul centrocampo, rischiando qualcosa in più sugli attaccanti. Dipende dalla strategia che si vuole adottare, anche in base alla piega che prende l’asta: se la maggioranza degli avversari sfora queste percentuali già in partenza, si può provare a risparmiare per avere un vantaggio sui giocatori offensivi. Più è alto il numero dei partecipanti, maggiore è la necessità di scommettere su qualche profilo non ancora affermato, ma che si ritiene possa rivelarsi una sorpresa.
Low cost che possono fare bene in porta
I nomi di maggior peso sono noti a tutti: Maignan, Svilar, Josep Martínez e Vicario in porta, Dimarco in difesa, Calhanoglu e Nico Paz e centrocampo, Malen e Lautaro in attacco. Allora meglio concentrarsi sui profili che possono essere acquistati a pochi crediti e garantire dei buoni voti, o ancora meglio dei bonus.

Un esempio è Elia Caprile: non una potenziale sorpresa in senso stretto, considerato che gioca in A da diversi anni ed è uno dei migliori portieri di provincia. Però il suo nome parte sempre un po’ in sordina, giocando in una squadra che subisce tanti tiri (il Cagliari). Cinquantotto reti incassate lo scorso anno: parecchie. Però è un giocatore da rendimento, che prende spesso voti alti, e quindi utile per il modificatore. Zero rigori parati nell’ultima stagione, ma nei campionati precedenti si era distinto anche sotto questo aspetto.

Attenzione anche a Justin Bijlow, che il Genoa ha acquistato a gennaio dal Feyenoord. Cinque clean sheet sulle sedici partite giocate nel 2025/2026, praticamente un terzo. La media voto su Fantacalcio.it è di 6.09, ha fatto bene nel primo semestre in Liguria e punta a confermarsi. A un prezzo contenuto può essere una buona alternativa a un big, ma in leghe numerose ha le caratteristiche giuste anche per essere il titolare, a patto di avere dei piani B all’altezza per le gare più proibitive che affronterà il Genoa.
Difesa e centrocampo

Un esterno allenato da Gasperini, tendenzialmente, è sempre una buona idea per la propria squadra. In quel lotto Wesley è il migliore. Noi però rilanciamo con la rivelazione di questo avvio di stagione della Roma: Emanuele Lulli, classe 2007, ha convinto tutti nelle due gare contro Fiorentina e Lecce. Sul suo lato il titolare è Molina, appena prelevato dall’Atlético Madrid, ma questo ragazzo ha talento e Gasp ha coraggio da vendere nel lanciare i giovani. Occhio anche a Gabriele Bracaglia, cinque reti e due assist nella scorsa stagione di B col Frosinone: è partito a razzo contro la Fiorentina (gol e assist), quell’exploit potrebbe far lievitare un po’ la quotazione, ma a un prezzo ragionevole è una scommessa che vale la pena fare.

Jurgen Ekkelenkamp stuzzica perché nell’Udinese di Runjaic è un jolly proiettato alla fase offensiva. Gioca spesso da mezzala, ma capita che le sue doti d’inserimento vengano sfruttate qualche metro più avanti. Pure lui è partito forte: assist alla prima, gol alla seconda. Quindi attenzione a non farsi trascinare in rilanci eccessivi. Ma se nessuno punta seriamente su di lui può diventare un’occasione a prezzo di saldo. Alla Fiorentina è arrivato Pedro Gonçalves: sulla carta è lui il titolare a sinistra nel tridente di Grosso. Nell’ultima stagione con lo Sporting Lisbona ha segnato tanto (quindici centri in una quarantina di presenze) e ha mandato in porta i compagni con nove assist. Se non accuserà troppo il cambio di dimensione può puntare a mettere insieme una quindicina di bonus.
L’attacco

John Yeboah ha caratteristiche rare per la serie A: è rapido, sa dribblare e vede la porta, quando è messo nelle condizioni di farlo. Doppia cifra di gol e assist nella scorsa B (dieci e dieci): sono numeri che difficilmente replicherà, ma è il perno dell’attacco del Venezia. Gioca in una squadra che deve salvarsi, senza una vocazione offensiva, ma preso a pochi crediti può regalare soddisfazioni.

Gustavo Varela è il terminale del Monza di Juric, un 2005 partito alla grande (è già a due gol), ma che nell’ultimo anno in Portogallo ha raggranellato appena sei centri. Uno storico che potrebbe scoraggiare qualche avversario: è un’idea da terzo o quarto slot, magari dopo essersi messi in tasca qualche certezza in più. Tra i centravanti di provincia è forse quello che intriga di più. Va però monitorata l’evoluzione del suo infortunio, anche se il problema all’adduttore accusato dopo l’Udinese non dovrebbe essere grave.




