Cazzadori, scommessa già vinta: meno di 300mila euro per riscattarlo

Denis Cazzadori piace a molti, ma soprattutto al Brescia. Nella forma l’accordo stipulato in estate con il Verona prevede un diritto di riscatto, che diverrebbe obbligo in caso di promozione in serie B. Nella sostanza l’esito sportivo di questa stagione non influirà su quello dell’operazione: l’Union ha già sciolto tutte le proprie riserve e patrimonializzerà l’attaccante, a prescindere dalla categoria.
Un esborso da meno di 300mila euro per uno dei prospetti migliori della serie C, e sul quale molte società di A e B hanno già drizzato le antenne. Lo raccontano soprattutto i numeri: in tutti e tre i gironi soltanto sei giocatori nati nel 2004 (o dopo) hanno segnato almeno sei gol in campionato. Cazzadori, capocannoniere di squadra, è uno di questi.
I nomi
Ed è in ottima compagnia: tra quelli che hanno fatto leggermente meglio c’è Luigi Caccavo del Lumezzane, sette centri e un profilo già inserito nei dossier di diversi direttori sportivi italiani. Nel girone B spadroneggia Simone D’Uffizi, esterno dell’Ascoli, già a quota otto e un 2004 (l’anno) stampato sulla carta d’identità. Stesso bottino e altra annata (2005) per Dominic Vavassori, gemma dell’Atalanta Under 23.
Subito dietro c’è Cazzadori, appaiato con i talentuosi coetanei Teoman Gündüz (Triestina) e David Stückler (Vicenza). Nell’epidemia di infortuni di questi mesi è stato l’unico a non crollare: sempre in campo nelle ventuno gare di C, con il Trento è arrivato a tredici consecutive da titolare.
Trascinatore
L’importanza che ha avuto nelle delicate settimane punteggiate di continue defezioni in attacco rischia di essere sottovalutata. È stata una prova di carattere, un’assunzione di responsabilità per nulla scontata per un ragazzo della sua età. Così Denis ha conquistato tutti a Brescia: la società, che è pronta a riscattarlo. Pasini ne ha parlato in termini entusiastici dopo il Trento: «Fantastico, bravissimo. L’hanno picchiato per tutta la partita, ma ha resistito».
Poco prima il Rigamonti gli aveva tributato una standing ovation, proprio per quell’assetto da battaglia che fa facilmente breccia nei tifosi proprio perché così raro. Piace molto anche a Corini, chiaramente, che fino a oggi si è appoggiato unicamente a lui per necessità, ma che quando la platea dell’attacco tornerà ad allargarsi potrà sfruttarlo meglio, da punta agile, mobile e perfettamente compatibile con un riferimento più statico.
Denis, intanto, si è acceso: tre gol nelle ultime quattro. L’anno scorso col Caldiero si fermò a otto a fine campionato: siamo a gennaio ed è a una sola rete dal pareggiare quel dato, a oggi il migliore della sua breve carriera tra i professionisti. Ci sono tanti buoni motivi per scommettere su questo ragazzo. L’Union l’ha capito da tempo.
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