Caracciolo: «Lumezzane migliorato, due innesti per il salto di qualità»

Il presidente rossoblù: «Non salvarsi all’ultimo rimane il nostro obiettivo. Il girone è più duro per noi»
Fabio Tonesi

Fabio Tonesi

Giornalista

Andrea Caracciolo in compagnia del tecnico Arnaldo Franzini - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Andrea Caracciolo in compagnia del tecnico Arnaldo Franzini - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

Prove da grandi. Anche se il presidente Andrea Caracciolo non lo dirà mai e ritiene che il Lumezzane debba perseguire in primis l’obiettivo minimo (leggasi salvezza), il Lumezzane è pronto a fare il salto di qualità al secondo anno in serie C. Dopo il periodo di apprendistato da matricola, peraltro concluso con la qualificazione ai play off, i rossoblù intendono dare un ulteriore impulso al processo di crescita. Non solo sportiva, ma anche societaria.

Caracciolo, si apre formalmente una nuova stagione anche se inizierete a lavorare sul campo il 17: quanta voglia c’è di ricominciare?

«Tanta, anche se non ho mai staccato da quando è finito il campionato (7 maggio a Legnago, primo turno play off, ndr). Ci siamo messi subito al lavoro per capire chi confermare, chi no ed i nuovi profili. Ora manca poco. E siamo curiosi per il nuovo centro».

Già, la nuova casa in settimana sarà a Castenedolo. Ci spiega la scelta?

«Il nuovo centro è bello, accogliente, lo abbiamo visto più volte e la cosa positiva è che ci si potranno allenare tre squadre, la prima maschile, la Primavera e la prima femminile. Anche per il mister Franzini era importante avere un contatto diretto con i giovani ed il loro allenatore. Ed era giusto dare il giusto spazio a delle ragazze straordinarie».

Ha toccato l’argomento delle giovanili: tra le volontà c’è quella di crescere giocatori pronti in casa?

«Sicuramente. Con il responsabile Cristiano Sala il contatto è giornaliero. La Primavera è stata ripescata in categoria 3, ma l’obiettivo è farla crescere per poi poter scegliere qualche giovane da portare in prima squadra. Non solo all’occorrenza nell’emergenza, ma dando continuità».

A che punto siete con l’allestimento della rosa?

«Siamo a buon punto, stiamo ringiovanendo con alcuni giovani di qualità. Ci mancano un paio di giocatori fondamentali per poter fare il salto di qualità. Un attaccante? Anche due. Il mercato è lungo, siamo vigili con il direttore sportivo Simone Pesce, con Carlo Zerminiani e Franzini stesso».

Già, la punta. Una delle criticità nello scorso campionato è stata l’assenza di un vero terminale offensivo, tanto che i migliori marcatori si sono fermati a cinque gol. Si è parlato dell’interesse per l’ex Mantova Gaetano Monachello. Può essere in dirittura d’arrivo?

«Non penso, credo sia troppo forte per noi. Ad oggi lo vedo lontano».

A quanto sembra però dovrete cambiare molto perché gli addii non sono stati pochi, alcuni anche inattesi. Pensiamo a Calì, che era insostituibile a centrocampo: dà fastidio l’addio?

«L’abbiamo pescato in serie D, anche nell’ultimo campionato in C ha fatto 5 reti giocando da mezz’ala. Ha avuto mercato, ha trovato chi gli ha fatto un contratto migliore (il Renate, ndr), ci sta prendere la decisione di andare da altre parti».

L’obiettivo è crescere, l’avete sempre detto: si può parlare apertamente di play off e non di salvezza quest’anno?

«No, l’obiettivo è sempre fare un buon campionato e non salvarci all’ultima giornata. Dobbiamo strutturarci bene. Ma siamo molto migliorati rispetto ad un anno fa. È quello che conta».

Cosa pensa del nuovo girone A in cui siete stati inseriti?

«Sostanzialmente è simile all’anno scorso. Ci sono solo cinque squadre diverse, ma ha una qualità maggiore rispetto a quello dell’ultimo campionato.. Magari per chi sta avanti ci sarà più guerra e sicuramente sarà più equilibrato per quelli che come noi che devono salvarsi».

A proposito, torna il derby con la FeralpiSalò. Sarà particolare, per lei che è stato anche giocatore in verdeblù?

«Ritengo che sarà come Davide contro Golia. La nostra è una società che tre anni fa era in Eccellenza, loro da anni hanno un budget alto per vincere il campionato. E anche dopo la retrocessione dalla serie B hanno maggiori risorse. Credo siano più avanti di noi, ma parlerà il campo. Sarà una sfida affascinante».

Questione stadio: puntate ad aumentare il pubblico?

«Sicuramente è quella la nostra speranza. Facendoci conoscere piano piano, acquisendo la fiducia dei lumezzanesi, puntiamo ad avere più spettatori».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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