Calcio

Brescia, vittoria cercasi per due obiettivi: se stessi e la classifica

Union di scena domani sera sul difficile campo dell’Alcione Milano con assenze ancora pesanti: possibile che il tecnico Corini pensi ad un cambio di modulo
Denis Cazzadori è di fatto l'unico attaccante a disposizione di Corini - Foto Newreporter Pasotti ©www.giornaledibrescia.it
Denis Cazzadori è di fatto l'unico attaccante a disposizione di Corini - Foto Newreporter Pasotti ©www.giornaledibrescia.it
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Più che un campionato, quello del Brescia somiglia al gioco dell’oca: un circuito che prevede continui avanzamenti e altrettante frenate, con il ritorno alla casella di partenza. E la sensazione di dover ripartire ogni volta daccapo.
È una situazione frustrante quella dalla quale ci si sente avvolti ogni volta che arriva un bollettino medico. Nemmeno il tempo di sentirsi sollevati per un recupero che subito ci si ritrova a fare i conti con una nuova defezione, o una ricaduta, o qualcosa di simile. Ci si sente anche quasi in imbarazzo: come avviene quando accade qualcosa che non si è in grado di spiegare. Ma di cui ci si deve assumere la responsabilità, prendendo atto, rimboccandosi le maniche e cercando soluzioni.

Il quadro della situazione

Quello infortuni del Brescia, davvero non ha eguali in rapporto a partite giocate e defezioni: c’è un qualcosa che sfugge alla logica e porta a Saturno contro, ma ci saranno anche delle motivazioni razionali. Che staff e club sono chiamati a trovare. Era già chiaro che attribuire tutte le colpe ad Aimo Diana e al suo gruppo di lavoro fosse troppo comodo e semplicistico: i mesi trascorsi raccontano che al di là dei peccati in origine (è chiaro che l’impostazione del lavoro estivo ha inciso), c’è altro su cui indagare (ma si sta già facendo). E di conseguenza agire in vista della prossima stagione. E non ci si scapperà tra analisi dei terreni su cui ci si allena, età anagrafica e pregressi dei giocatori, fragilità mentali che in alcuni possono manifestarsi fisicamente, percorsi di recupero. Non ci si scapperà, no davvero.

Intanto però c’è una stagione non solo da portare a termine, ma possibilmente da spingere un po’ più in lá e anche oltre. Perché «non arretro sugli obiettivi» ha detto ancora sabato dopo la criticatissima e deludente partita con la Triestina Eugenio Corini. E d’altronde anche la comunicazione «spinta» sul target della stagione tra «vogliamo provare a vincere subito» e «puntiamo al secondo posto» ha creato delle aspettative che a questo punto sono lá, fissate nell’immaginario collettivo.
Sicché, se il secondo posto malauguratamente finisse schiacciato dai colpi delle avversità, si correrebbe il rischio di vivere il tutto, dentro e fuori, come un fallimento. Anche se la piazza d’onore non è di per sè un valore assoluto in ottica play off. Ecco, insomma: il rischio è anche quello di andare a perdersi in un bicchiere d’acqua.

Prospettive

Quindi? Calma e gesso. E anche un po’ di positività, grazie. Perché fino a prova contraria il coltello, avversità o meno, è ancora nelle mani del Brescia che è a +3 (ma +4 per gli scontri diretti) sul Trento col vento in poppa e +4 (ma +5) sul Lecco che potrebbe aver superato il suo periodo nero.
L’imbarazzo di cui sopra è anche quello che ci porta a non sapere bene cosa chiedere domani sera al Brescia che anticipa contro l’Alcione, onestissima squadra da play off in serie aperta con 7 risultati utili di fila tra i quali la vittoria in casa del Vicenza.
Per un settimo posto costruito su una difesa di ferro: appena 19 reti subite, che vuol dire miglior retroguardia (occhio a Filippo Pirola, ex Desenzano, che ha pure il vizio del gol: già 4 segnati) al pari di quella della capolista (che lunedì può festeggiare la B se vince e se il Brescia non fa altrettanto: sarebbe bello poter far rinviare una festa già apparecchiata…). Per contro, i milanesi di casa a Sesto San Giovanni, segnano poco (31 reti).

Scelte

La domanda però era: cosa aspettarsi dal Brescia? Resistenza. Che fa a pugni con la necessità di costruire qualcosa di più e meglio anche a livello di proposte, idee e predisposizione. Corini si ritrova di nuovo con l’attacco azzerato: sta bene solo Cazzadori, Maistrello e Spagnoli sono per il momento ancora controfigure e mancherà per un po’ Crespi, mentre Di Molfetta toglie pure un’opzione per il centrocampo, altro reparto in sofferenza. Combinati disposti che portano anche alla possibilità di un cambio modulo che in molti già chiedevano prima dei nuovi problemi settimanali.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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