Brescia, progetto Pasini approvato dagli ex: «Bisogna ripartire dalla C»

La macchina è in moto da una dozzina di giorni. Vita nuova per un Brescia nuovo, dalla serie C. La realizzazione di questo progetto, che avrebbe come capofila Giuseppe Pasini, passa da un cambio di denominazione e di sede legale della FeralpiSalò. L’alternativa? Ripartire dall’Eccellenza con la vecchia matricola, quella ancora in mano a Cellino. Ereditando la storia, ma anche il gruzzolo di debiti di quella società. Si scontrano ragione e sentimento.
Le motivazioni
Cos’è meglio che prevalga? «È una bella domanda…». Gigi Cagni è stato giocatore e allenatore del Brescia. E soprattutto vive quotidianamente la città, intercettandone umori e inquietudini: «Egoisticamente, dico che è meglio ricominciare dalla serie C. Con i regolamenti attuali, che imporrebbero una ripartenza dall’Eccellenza, tocca essere pratici. Anche se tengo a scusarmi, da ex giocatore e allenatore di questa squadra». E se Pasini è pronto a scendere in campo «da bresciano, per amore di questa terra, ne sono convinto», Cagni auspica che «chi lo supporterà sia mosso dalle stesse motivazioni, senza altri interessi». Poi un pensiero per i tifosi della FeralpiSalò: «Li capisco, vanno rispettati. Ma sono bresciani anche loro, mi auguro possano mettersi una mano sulla coscienza».

La leggenda
«Gigi ha ragione». Egidio Salvi, leggenda da 467 presenze in biancazzurro, condivide la riflessione sul popolo salodiano: «Non l’hanno presa benissimo, ed è comprensibile. Ma la dirigenza cercherà di allestire una squadra che possa vincere subito il campionato. Dunque non mi aspetto che la abbandonino». L’assunto dal quale parte Egidio è che «senza Pasini il Brescia sparisce. Non vedo altre soluzioni. Un club glorioso come il nostro non lo merita. Cellino si è comportato male, e io credo che l’abbia fatto per ripicca. Ha voluto farla pagare anche alla città e ai tifosi, che non c’entrano niente. È una situazione brutta, non ci voleva».
Il contrasto
Anche Serse Cosmi conosce molto bene Brescia: «Quando lo allenavo, nel 2007, si invocava già un intervento degli industriali. Gli imprenditori bresciani rappresentano un valore per la città, ma fino a oggi, legittimamente, non hanno mostrato interesse nei confronti della squadra». Ora, però, può accadere l’impensabile: una cordata a supporto di Pasini per rilanciare il calcio in città. Cosmi entra poi nel merito della categoria: «È ovvio che in termini pratici ripartire dalla C sia l’opzione migliore. Sotto il profilo etico, o romantico, ricominciare dall’Eccellenza con la vecchia matricola sarebbe più bello. In questo caso la convenienza cozza con la storia. E solitamente è un confronto impari, vince sempre la prima».

Il garante
Nella schiera di ex pure Alessandro Calori ammette che la scelta «non sia per nulla facile». Il fatto che sia Pasini il frontman di quest’ipotesi di ripartenza, però, lo rassicura: «Poter contare su un imprenditore locale che si prende la briga di far ripartire una squadra gloriosa come il Brescia è una fortuna. Ci vuole un po’ di pragmatismo, al di là dei discorsi sulla denominazione ufficiale del club. E poi conosce la categoria, un altro vantaggio. Porterebbe brescianità nella nuova società. Cosa chiedere di più?».
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