Calcio

Brescia senza rete e il Lecco si rifà sotto: ora calma e barra dritta

I lariani accorciano a -2 sui biancazzurri: l’assenza di gol da 4 gare e mezza pesa più del digiuno di vittorie
L'occasione di Cazzadori al 90' con l'Ospitaletto
L'occasione di Cazzadori al 90' con l'Ospitaletto
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 «Io no, io neanche, tu nemmeno...». Dopo due giornate di inattività, qualcuno alle spalle del Brescia si è deciso ad accettare l’«invito» a partecipare a un tentativo di rimonta sul secondo posto: e così, il Lecco ne ha fatti quattro alla Pro Patria accorciando a -2 (ma l’Union è avanti negli scontri diretti, quindi è come se parlassimo di tre punti di vantaggio) da Balestrero e soci. Sarebbe potuta andare anche oggettivamente molto peggio. E in tempi di magrissima, per quanto come ragionamento possa apparire (lo è anzi) poco vincente, bisogna sforzarsi di incasellare anche i pericoli scampati tra le ragioni per non farsi scappare di mano la situazione, per riuscire a restare focalizzati la realtà dei fatti.

Da che parte inquadrare la situazione

Primo fatto: il Brescia è ancora secondo, dunque sempre padrone del proprio destino e del proprio obiettivo di chiudere al secondo posto la regular season che si concluderà tra cinque giornate. Secondo fatto: incredibilmente l’attacco spuntato, resta il terzo del girone e la difesa è tornata a essere la migliore con quella del Vicenza. Terzo fatto: la situazione infortuni è ancora grave e seria. Forse (forse...) è in via di risoluzione e anche se ancora la nottata non è passata, un orizzonte si intravede e aiuta soprattutto all’interno a immaginare che quello di resistere e presentarsi come un’incompiuta non è l’unica opzione possibile per stare nel mondo di questo campionato.

Perché il timore è anche quello che i calvari in cui troppe volte si riducono le partite del Brescia, diventino forma e sostanza definitive e che mentalmente non si riesca ad andare oltre: tante volte, anche l’abitudine a starsene nella melma diventa una comfort zone. Giammai. Ed è forse il sentimento di ribellione a partite da brutti fuori e belli a metà - continua la dicotomia tra primi e secondi tempi - dentro, in un format che ha portato a quattro partite senza vincere e quattro e mezza senza trovare gol, che dopo la gara con l’Ospitaletto ha portato ancora Mompiano a fischiare.

Cosa l’ambiente imputa a Corini

E, soprattutto, è il segnale al quale prestare attenzione pur senza esasperarlo, a mettere Corini nel mirino con quel coro reiterato nei confronti dell’allenatore e contenente la domanda: quando vinciamo? Il livello di frustrazione generale è talmente alto che per chi come un tifoso medio è mosso dall’emotività e dalla passione, è troppo difficile razionalizzare e ripetersi che le assenze che si scontano sarebbero troppe e troppo gravi per chicchessia. 

Cosa si imputa a Corini? Le poche deroghe tattiche e i primi tempi al rallentatore, prima di tutto. Per il tecnico però sono le condizioni della squadra a imporre una sorta di scaletta della partita da alimentare col diesel: non ci sono le risorse per 90’ e passa d’assalto. Una scelta, dunque, che in più si scontra con quelli che restano segnali di una personalità generale mancante in assenza dei migliori. Quello del poco coraggio è un capo d’imputazione che pesa sulla testa di Corini al quale si chiede conto anche dell’utilizzo di Marras da esterno a tutta fascia.

Il giocatore, rinforzo di lusso di gennaio, sta disattendendo le aspettative e da tre gare di fila è il peggiore in campo: questione anche di adattamento alla categoria o di ruolo in sé? Con l’Ospitaletto poi sono sorti interrogativi sul mancato utilizzo di Silvestri, difensore con qualità offensive sui piazzati: si è trattato di una scelta tecnica a premiare la buona gara di Rizzo con l’Alcione contro il quale era stato scelto per le caratteristiche degli avversari.

La necessità di razionalizzare dall’interno

Giuseppe Pasini sotto la Nord prima della gara con l'Ospitaletto
Giuseppe Pasini sotto la Nord prima della gara con l'Ospitaletto

 Questo, per sommi capi, è stato il conto ambientale servito sabato a Corini. C’è un’insofferenza non da accantonare e soffocare, ma da comprendere per quanto, ribadiamo: la contestazione ci è parsa stavolta ingenerosa perché se la palla fosse entrata in un secondo tempo propositivo e aggressivo si sarebbe usciti da Mompiano confortati. Quella linea sottile tra flop e top, insomma. Ognuno comunque fa il proprio mestiere: i tifosi fanno i tifosi e la loro testa è il cuore. Il Brescia invece, da dentro, deve fare il Brescia e mantenere più che mai la lucidità e la barra dritta. La convinzione nel quartier generale è che il secondo tempo con l’Ospitaletto sia stato un segnale di ripresa e sarà il tasto sul quale si batterà per preparare la sfida al Vicenza.

E per cercare di fare in modo che l’assenza del gol - micidiale un digiuno che dura dal 61’ della gara col Lecco del 28 febbraio, quindi un mese fa...- non lavori nelle teste dei giocatori come un tarlo proprio ora che ci sono motivi per iniziare a intravedere la via d’uscita dall’emergenza. Le zero reti sono scottanti, tre punti in quattro partite possono ustionare, tutti hanno ragione e tutti hanno torto: più che un imbuto il Brescia è in un roseto. Sta a tecnico, società e giocatori evitare le spine: il vero aiuto, ora se lo devono dare da dentro rimanendo tutti sulla stessa lunghezza d’onda.

La prevista scansione dei rientri

Il vero conto alla rovescia partito in casa Union Brescia non è tanto (o non solo) in direzione play off, ma rivolto alla tabella dei rientri da parte degli infortunati. Se Di Molfetta ha finito la stagione e nei prossimi giorni finirà sotto i ferri, la prima buona notizia riguarda Valerio Crespi che sarà a disposizione per la gara contro il Vicenza. Da questo martedì, giorno della ripresa degli allenamenti, sarà in gruppo e si pensa di averlo per domenica a pieno regime. È però per la partita contro il Cittadella che Corini conta di riavere con sé il grosso del gruppo. Al 99% per la partita in programma nel venerdì santo, torneranno convocabili Mattia Zennaro e Alessandro Mercati e ci sono buone possibilità di rivedere anche Luca Vido e Alberto De Francesco.

E alle viste c’è anche il recupero di Nicola Pasini. Per tutti sarà naturalmente da valutare la condizione, ma già solo il fatto di rivedere più gente al lavoro sul campo che sul lettino dell’infermeria restituirebbe più fiducia anche al gruppo.

Resta un punto di domanda per Alberto Spagnoli che si è fermato prima della gara con l’Ospitaletto: martedì si capirà se si sia trattato di un falso allarme (affaticamento) o se si tratti di una lesione muscolare.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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