Brescia retrocesso, Cellino: «Me l’aspettavo, sentenza già scritta»

Cinque righe per fissare il primo verdetto. Che riscrive la classifica del campionato cadetto e porta il Brescia in serie C. «Il Tribunale federale nazionale, Sezione disciplinare, definitivamente pronunciando, irroga le seguenti sanzioni: per il sig. Massimo Cellino, 6 mesi di inibizione, per il sig. Edoardo Cellino, 6 mesi di inibizione, per la società Brescia Calcio Spa, 8 punti di penalizzazione in classifica, di cui 4 da scontare nella corrente stagione sportiva e 4 da scontare nella prima stagione sportiva utile a decorrere da quella 2025/2026».
La sentenza
Così ieri, poco prima delle 19.30, la giustizia sportiva di primo grado ha dato ragione al Procuratore federale e torto ai legali del Brescia, che per oltre un’ora, collegati dalla sede del club in via Solferino, avevano portato avanti, nel corso dell’udienza telematica, la linea difensiva che puntava a far scontare solo nel prossimo campionato la penalizzazione per il mancato pagamento dei contributi previdenziali che il club di Cellino aveva saldato con crediti di imposta, acquistati da una società terza, risultati inesistenti.
Le reazioni
«Nell’udienza abbiamo integrato altri documenti rispetto alla memoria iniziale per far valere le nostre ragioni. Aspettiamo le motivazioni della sentenza che devono essere depositate in tempi brevissimi, già nelle prossime ore, e poi presenteremo appello» commenta l’avvocato Giorgio Altieri. «Non abbiamo alcuna intenzione di fermarci e andremo avanti in ogni grado di giustizia» assicura il legale del club.

«Mi aspettavo questa sentenza che era già scritta» tuona Massimo Cellino. Che ribadisce: «Siamo stati truffati». Ma il tema della presunta truffa subita dal Gruppo Alfieri Spv, la società dalla quale Cellino ha comprato i crediti di imposta e che lo stesso patron ha denunciato, è materia da giustizia ordinaria. Penale e civile.
L’appello
Ora gli avvocati del Brescia, dopo aver letto le motivazioni di primo grado, scriveranno il ricorso in appello per un processo che – stando ai tempi dettati dalla Figc – dovrebbe essere celebrato entro il 12 giugno, così da far disputare il play out che oggi vedrebbe contrapposte Salernitana e Sampdoria. Nel frattempo, con l’inibizione di Massimo Cellino e del figlio Edoardo, il potere di firma per il club passa al consigliere Stefano Midolo, commercialista di professione, che potrà siglare atti ufficiali. Un dettaglio in una vicenda complessa che si intreccia alla possibile cessione del club. Ma questa è un’altra storia.
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