Calcio

Brescia, i legali: «Il club è stato frodato, accuse senza presupposti»

A parlare sono Giorgio Altieri, Ida Blasi e Valentina Guzzanti, gli avvocati che difendono le rondinelle
Brescia calcio, la sede - © www.giornaledibrescia.it
Brescia calcio, la sede - © www.giornaledibrescia.it
AA

Da dieci giorni studiano le carte di un’inchiesta aperta e chiusa in pochi giorni.  E non hanno dubbi.

«Il Brescia Calcio è vittima di una grave frode, che è stata probabilmente perpetrata in danno di numerose altre imprese, ed è assolutamente da escludere ogni responsabilità della società e di Massimo Cellino in relazione a qualsivoglia condotta fraudolenta. Va inoltre sottolineato il buon fine, a tutt’oggi riscontrabile dal cassetto fiscale di Brescia Calcio, dei versamenti effettuati alle scadenze federali».

Diritti difensivi

A parlare è Giorgio Altieri, avvocato che con le colleghe Ida Blasi e Valentina Guzzanti, difende le rondinelle.

«Abbiamo sollevato – spiega Ida Blasi – diverse eccezioni preliminari poiché riteniamo, rispetto alla complessità delle questioni e considerato il notevole ritardo con cui a nostro parere la Covisoc ha segnalato i fatti alla Procura Federale, che l’accelerazione imposta al procedimento sportivo sia lesiva dei diritti difensivi. Nel merito, poi, non ricorrono i presupposti oggettivi e soggettivi degli illeciti contestati».

«Ragioni solide»

Secondo la difesa del club: «Le ragioni a favore dei nostri assistiti sono solide e in questa vicenda è evidente che Brescia Calcio si era affidata a un professionista esterno di fiducia in rapporti con la società da almeno un quinquennio e, come dimostrato dai nostri consulenti, le ritenute Irpef e i contributi previdenziali risultano saldati nei tempi previsti dalle norme federali».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Sport

Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.