Brescia: Pasini stringe il cerchio su progetto e nuovi soci

Settimana di incontri con gli imprenditori per definire contorni e numeri dell’operazione
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

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Brescia, Pasini stringe il cerchio sui soci

Dalle dichiarazioni d’intenti, alla messa a terra del progetto di rinascita biancazzurro. È tempo di entrare nel vivo per farsi trovare pronti nel momento in cui passaggi burocratici e formalità saranno sbrigate. Ecco, proprio questo è il punto: per il «nuovo Brescia» solo una questione di dettagli e non più di ostacoli da superare. C’è solo da partire. Come, con quali criteri e parametri, con quale orizzonte, con quali modalità, Giuseppe Pasini lo sta svelando in questi giorni ai colleghi imprenditori che sta incontrando personalmente e che sin dal giorno uno gli avevano manifestato la volontà di essere al suo fianco nel processo di «reincarnazione» del Brescia attraverso la struttura e il cuore della FeralpiSalò.

In tanti hanno chiesto a Pasini di saperne di più per capire come eventualmente aderire con i fatti. E il suo piano d’azione, l’industriale valsabbino, lo sta portando ai vari tavoli per capire quanto, la fiducia e i consensi che sa di avere, si potranno tradurre in un sostegno economico. L’ingresso nel nuovo soggetto sportivo, sarà su due livelli: 4-5 big entreranno in società come azionisti mentre molti altri andranno a comporre la rete di sponsor.

Di quello che potrebbe chiamarsi – ultima idea – «Brescia FC» o «FC Brescia», denominazione in ballottaggio con Leonessa Brescia, idea della prima ora che però sarebbe meno pratico – è una delle osservazioni sulle quali si discute – anche da un punto di vista del marketing. Oltre al fatto che aiuterebbe, per quanto possibile, ad avvertire un po’ meno il distacco dalla storia scippata da Cellino in attesa poi di lavorare sul riacquisto del vecchio marchio, quel «Brescia calcio 1911» che finì al centro di un contenzioso che nel 2017 portò l’imprenditore sardo ad abbandonarlo per virare su «Brescia Bsfc».

Questioni

Il totonome – ci sono ancora un po’ di giorni a disposizione per studiare le varie sfaccettature – è tuttavia quasi un diversivo nell’attesa di conoscere altri nomi: quelli appunto degli imprenditori che insieme a Pasini daranno l’idea della lunghezza e della solidità delle gambe sulle quali il progetto correrà. Di certo, anche nel mondo della politica, regna un grande ottimismo. Anche perché, già da giorni peraltro, c’è la certezza di aver trovato la chiave per sminare il terreno del Rigamonti da possibili trappole celliniane.

Il 30 si procederà alla revoca della concessione dato che se anche Cellino dovesse (ipotesi improbabile) saldare le pendenze col Comune, mancherebbe comunque un altro presupposto per la validità della concessione, ovvero una squadra professionistica che a Mompiano possa giocare. Effettuato anche questo passaggio in Loggia potranno muoversi sulla chiusura di un accordo (probabilmente transitorio, di un anno, in modo da superare anche la spinosa questione Imu) col nuovo soggetto. Tempi tecnici: una settimana circa. Mentre nel frattempo il 3 luglio il Consiglio federale decreterà la morte anche ufficiale del vecchio Brescia.

Sblocco

Il direttore sportivo Andrea Ferretti - Foto New Reporter Perteghella  © www.giornaledibrescia.it
Il direttore sportivo Andrea Ferretti - Foto New Reporter Perteghella © www.giornaledibrescia.it

Tra un incontro e l’altro, ieri si è tenuto anche il Cda della Feralpi nel quale Pasini ha provveduto a mettere i membri al corrente dell’evoluzione della situazione. Al termine di questa settimana, il patròn-presidente della FeralpiSalò e presidente in pectore del nuovo Brescia, avrà a sua volta le idee molto più chiare su tutto, comprese la «forma giuridica» e la governance della sua nuova creatura.

Avere le idee più chiare, o meglio avere l’idea dei numeri sui quali potrà contare, vorrà dire anche dare un budget al diesse Andrea Ferretti che a sua volta, dopo settimane di contatti informali con agenti e giocatori sondando il terreno su condizioni e disponibilità, potrà entrare nel vivo delle operazioni per l’allestimento di una squadra competitiva che però non avrà subito l’obbligo di vincere. Sono tanti i fronti aperti (compresa la valutazione relativa al se e quanti dipendenti del vecchio Brescia assorbire), ma la strada per una (ri)partenza al sapore di opportunità è spianata.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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