Brescia, il primo comandamento di Possanzini: «Non abbiate paura»

Qualche battuta col gruppo per sdrammatizzare, poi la riunione quindi due ore di allenamento in campo
Il tecnico Davide Possanzini - Foto Instagram Brescia Calcio
Il tecnico Davide Possanzini - Foto Instagram Brescia Calcio

Un inno al coraggio. La prima giornata di Davide Possanzini da allenatore del Brescia in carica è stata soprattutto questo. «Proviamoci sempre, non abbiate paura di sbagliare». Le urla del loretano riecheggiano ben oltre le mura del centro sportivo, e questo monito, in particolare, ha scandito in maniera quasi litanica la seduta di ieri pomeriggio.

La full immersion di «Possa» è in realtà cominciata ben prima dell’allenamento delle 14: il tecnico ha raggiunto Torbole poco dopo le 8, occupando la mattinata a organizzare il lavoro con il suo nuovo staff. Poi il pranzo con la squadra, i primi incroci di sguardi e scambi di battute, fino al discorso di presentazione pre sessione in campo (durata più di due ore).

Per quel che concerne il lavoro sul campo, composto di tre portate: una fase iniziale di attivazione muscolare, una centrale nella quale i giocatori, divisi in due gruppi, hanno alternato esercizi in palestra e con la palla, e una partitella finale. Concetti chiari e scolpiti nella pietra: cercare la giocata, mettendo in conto la possibilità di commettere degli errori, muovere la sfera rapidamente e con ritmo. Non è un caso che Possanzini si sia dedicato lungamente ad un’esercitazione che prevedeva una circolazione a uno o due tocchi, con pressione sistematica sul pallone e in spazi angusti.

Germogli di un Brescia tutto nuovo, da plasmare in un arco temporale che andrà ristretto il più possibile: «Tom, ti voglio vedere sempre pulito!», uno dei tanti richiami del neo-tecnico, rivolto in questo caso a Van de Looi. I riverberi del lungo apprendistato con De Zerbi, con il quale Davide ha condiviso sette anni di crescita professionale, si sono già manifestati con una certa limpidezza. E infatti la prima traccia, a livello tattico, è stata un 4-3-3 testato nei due schieramenti, con Bianchi (largo a sinistra), Rodriguez e Niemeijer da un lato, e Olzer, Ayé e Listkowski dall’altro. Con possibili variazioni sul tema, magari con i due esterni trasferiti alla bisogna in una zona più centrale (lo stesso Possanzini, in uno dei suoi appunti alla squadra, ha parlato di «trequartisti di destra» e «di sinistra»).

La partitella, per la cronaca, si è conclusa con gol-vittoria di Emanuele Ndoj, e l’«ammonizione» per proteste del nuovo arrivato Adryan, che lamentava un fallo di mano sull’azione rifinita dall’italo-albanese: «Ti invio il video stanotte, e se non mi rispondi mi arrabbio», gli ha urlato scherzando Possanzini, dopo avergli sventolato sotto il naso un immaginario cartellino. Capacità di sdrammatizzare: al Brescia serve anche questo. La missione di Possanzini è appena cominciata, ma chi era a Torbole ieri giura di aver già intravisto volti diversi: concentrati, ma anche più distesi. Un vento nuovo, che tutti auspicano possa soffiare nella direzione giusta, quella della salvezza.

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