Brescia, Galazzi puro ossigeno: il fedelissimo di Maran per la svolta

Certi lussi il Brescia non se li può permettere. Uno di questi, tra i primi in ordine di grandezza, è fare a meno di Nicolas Galazzi. Eppure è accaduto, più volte. Nello stesso periodo la squadra di Maran si è esposta alle intemperie. La correlazione è diretta, anche se è solo una delle molte sfaccettature che raccontano le difficoltà degli ultimi tempi. Le assenze hanno avuto un peso: fattore insindacabile. C’è ovviamente dell’altro, ma trascurarlo sarebbe un errore. Tra i «grandi», Galazzi è quello che ne ha giocate di meno: otto su quindici, per un totale di 527’ in campionato.
Lo stop
Il calvario è iniziato a Pisa. Lì ha saltato la prima partita, per un’infiammazione al piede sinistro che è stato inizialmente complicato anche solo inquadrare clinicamente. L’ha raccontato lui stesso dopo il Bari: «Non capivamo cosa avessi nello specifico». Poi un altro intoppo: il Brescia è sullo 0-0 a Mantova e Maran rimodella il suo attacco, cerca soluzioni per svegliare i suoi dal torpore del primo tempo. Entra Corrado, ed entra soprattutto Galazzi: «Non stavo ancora bene, col senno di poi forzare in quella situazione è stato un errore. Commesso da me, in primis, perché avevo tanta voglia di rientrare».
Il rientro
Il risultato è stato l’esatto opposto: giocare sul dolore l’ha costretto a restare a guardare nelle successive cinque partite. Col Cosenza era in panchina, ma solo per onor di firma. La sosta l’ha aiutato a ritrovare ritmo, tornare in campo ancor di più: a Castellammare ha giocato un’ora, con il Bari è uscito poco prima dell’80’. Segnali confortanti, finalmente. Il gol è la ciliegina.
Il dato

Curiosità: il tap-in vincente dopo 32 secondi lo proietta al sesto posto nella classifica all-time dei gol più veloci nella storia della serie B. È un déjà-vu dai connotati contemporanei: un gradino sopra c’è Gennaro Borrelli, che nello scorso campionato segnò di tacco dopo 30 secondi contro il Palermo. Singolare come in una graduatoria che abbraccia un periodo così esteso ci siano due compagni di squadra capaci di stabilire i rispettivi record a cavallo tra due stagioni.
Ed è ancor più strano che quello di «Nic» non sia il gol più rapido di questo campionato: quello scettro spetta a Simy, che lo scorso 28 agosto impiegò appena 15 secondi a impallinare la Sampdoria. In vetta il record abbastanza incredibile di Bellotto, capace di timbrare dopo 7 secondi in un Ancona-Salernitana del 2002.
Oltre la crisi
Questioni di lana caprina per Galazzi, che oggi ha in mente ben altro. E come lui il Brescia. L’interconnessione di pensieri fluisce verso la stessa valvola d’uscita: mettersi definitivamente alle spalle la crisi dell’ultimo periodo. In questo processo Nicolas è un tassello fondamentale. La sua assenza ha scoperchiato uno dei difetti di questa squadra: un altro in grado di fluidificare così il gioco tra centrocampo e attacco il Brescia non ce l’ha.
Deve crescere tutto il contesto, chiaramente, perché non basta avere un Galazzi ispirato in zona trequarti per schiudere gli avversari, ai quali è spesso bastato rintanarsi sottocoperta per disinnescare la pericolosità offensiva del Brescia. La sua presenza fa già una bella differenza, ora va evitato che predichi nel deserto.
La fiducia di Maran

In questo Maran si sente fiducioso: col Bari ha colto sfumature che gli hanno restituito qualche certezza, e a Catanzaro ritroverà pedine fondamentali (su tutti Bisoli e Verreth). Proprio a Maran, sabato, Galazzi si è rivolto in maniera indiretta: «Mi ha cucito addosso l’abito perfetto, da quando è arrivato ho trovato una collocazione in campo che mi permette di esprimermi al meglio. Sono felice che sia stato proprio il mister ad avere questa intuizione». I due sono entrati subito in sintonia, e non è un caso che Nicolas abbia avuto un’evoluzione importante proprio con questo tecnico.
La fiducia annaffia il talento, e l’ex Triestina ne ha ricevuta in dosi abbondanti. Forse è anche per questo che avverte una responsabilità in più: aiutare il Brescia significa anche aiutare l’allenatore che fino a oggi ha inciso maggiormente nel suo percorso di crescita. La missione prosegue sabato: un’altra occasione per la svolta.
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