A che punto è la notte? È piena, e fonda. E appare infinita. Il Brescia è al buio, in blackout. E le cose sono riuscite a peggiorare persino nel giorno di riposo visto che il Südtirol ha seppellito con 5 gol il Cittadella non solo piazzando lo scattino, ma facendo scalare il Brescia al quint’ultimo posto: oggi non disputerebbe i play out solo per la classifica avulsa. Psicodramma in atto, con la sensazione che risolvere il cubo di Rubik sarebbe operazione più semplice.
Luce
Chi può accendere la luce? Ma ancor prima di individuare chi potrebbe accendere l’interruttore, c’è da capire se di luce ancora ce n’è. Perché non sembra. Un tempo, il secondo, un po’ meno tremolante rispetto ai propri standard contro un Palermo in buona forma e 50’ accettabili contro un Cesena arrivato a Mompiano senza alcuna vena battagliera o vera volontà di infastidire, sono il meglio che il Brescia ha saputo offrire in avvio di un mini scorcio di campionato nel quale si saprà di che morte si morirà. Intanto, somiglia tutto a una lenta agonia. «È un momento così»: il fatto è che non è un momento, ma è la reale dimensione di un Brescia che ha saputo essere felice, in questo campionato, solo 7 giornate. E continuare a ripensare a quell’attimo sfuggito non è costruttivo, fa solo male. I numeri dicono che quello non era il vero Brescia. Il vero Brescia è quello delle due vittorie in 22 partite. Con il bollettino dei record negativi, come quello del numero delle partite consecutive senza successo – siamo a 11 – che è in continuo aggiornamento.




