Brescia-Cesena: le pagelle delle rondinelle

Il Brescia non sa più vincere: sfumano ancora una volta i tre punti al Rigamonti, questa volta a causa di un’autorete (di Calvani), che vanifica l’iniziale vantaggio firmato da Adorni. Di seguito le pagelle delle rondinelle dopo il pareggio con il Cesena.
6.5 – Luca Lezzerini
Preso in controtempo dal fuoco amico di Calvani: la deviazione è beffarda e il peso del corpo lo trascina in direzione opposta rispetto al pallone. Allo scadere evita lo psicodramma con un rammendo salvifico su La Gumina.
4.5 – Gabriele Calvani
Ha gamba e concetti per fare il braccetto. Nelle letture però è un disastro: marcatura morbida su Shpendi (che lo grazia) nel primo tempo, goffo autogol nella ripresa che lo manda in tilt.
6.5 – Davide Adorni (il migliore)
Regala un’illusione dall’effetto catartico: peccato sia, appunto, solo un’illusione. Rischia nel finale su La Gumina, stremato.
5.5 – Alexander Jallow
Ritrova la vecchia veste di centrale di sinistra: Maran si fida della sua duttilità e lo propone in quella casella senza remore. L’avvio è complicatissimo: ammonito (giustamente) dopo tre minuti, seguono frangenti di disorientamento dai quali non si riprende mai del tutto. Dal 37’ st Niccolò Corrado s.v.
5.5 – Lorenzo Dickmann
Se la macchina ingolfata del primo tempo riesce qualche volta ad alzare i giri è anche merito delle sue sferzate sulla fascia. Però chiude in ritardo su Celia, che provoca l’autorete di Calvani.
5.5 – Massimo Bertagnoli
L’approccio è convincente, del terzetto che compone la diga in mezzo al campo è il più energico nei contrasti e in transizione. Poi rimedia un giallo che un po’ lo condiziona. O forse, semplicemente, l’effetto svanisce troppo in fretta. Dal 28’ st Birkir Bjarnason (5.5) Prova a dare la scossa, ma il quadro generale è irrimediabile: non incide.
5 – Matthias Verreth
È lo specchio della lenta e agonizzante caduta del Brescia nel baratro: si era presentato come il direttore d’orchestra ideale di questa squadra, ora pare quasi in imbarazzo in impostazione. Dal 37’ st Michele Besaggio s.v.
6.5 – Dimitri Bisoli
La giocata, nel momento più complesso, è da campione: schianta sulla traversa un sinistro tonante, poi rinviene sul pallone e regala ad Adorni un confetto da scartare. Ultimo ad arrendersi, anche in una serata che conferma le difficoltà del momento.
6 – Patrick Nuamah
Desta perplessità l’elemento tattico: da quinto, quando ha compiti di copertura, a volte pare un po’ fuori contesto. Lui si applica e si arrangia con quel che può. E regala pure qualche spunto. Dal 42’ st Luca D’Andrea s.v.
5.5 – Gennaro Borrelli
Fatica immensa. L’unica vera giocata alla Borrelli è l’imbucata nel primo tempo per Bertagnoli, leggermente troppo profonda perché il compagno possa anticipare Klinsmann. Poi va in scena il solito copione: un paio di colpi di testa innocui e poco altro. Il dialogo con Moncini non comincia mai. Dal 42’ st Flavio Bianchi s.v.
5 – Gabriele Moncini
Non crea pericoli e vince pochi duelli. La copia sbiadita del centravanti che aveva trascinato il Brescia in coda alla scorsa stagione. E all’epoca giocava su una gamba. Oggi è un altro film.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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