Brescia, umore nero per Cellino: ora Maran è a rischio

L’ipotesi più probabile è che al tecnico venga concessa una nuova chance contro il Frosinone, ma la notte sarà decisiva
Luca Chiarini

Luca Chiarini

Giornalista

Rolando Maran, tecnico del Brescia - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
Rolando Maran, tecnico del Brescia - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it

Il volto di Massimo Cellino che fa capolino da uno dei box del Rigamonti ha una forte efficacia rappresentativa dello stato d’animo del presidente del Brescia. Umore cupo, nerissimo. Debordato al termine della partita, accompagnato dalla colonna sonora dei fischi del Rigamonti che ha spezzato i rumori ovattati dei novanta minuti precedenti.

Massimo Cellino in tribuna al Rigamonti - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Massimo Cellino in tribuna al Rigamonti - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

Ore di riflessione

Cellino è furioso, la situazione in cui versa la squadra non può che inquietarlo. E la panchina di Rolando Maran, inevitabilmente, torna a scricchiolare. Se la decisione di rinnovare la fiducia al tecnico non era stata turbata da rischi o ombre di ripensamenti dopo la sconfitta di Palermo, ora la situazione è diversa. Sono ore di riflessione. Lo scenario più plausibile è che Rolando resti in sella fino alla gara contro il Frosinone, ennesima sliding door di una corsa salvezza sempre più disseminata di ostacoli. Poi ci sarà la sosta. Fallire anche quel test, probabilmente, non ammetterebbe più appelli. La nottata potrebbe portare consiglio a Cellino, e non si escludono ripensamenti.

L’analisi

Dopo la gara di il tecnico ha liquidato l’argomento assicurando di non aver «parlato con nessuno». Ad affollare i pensieri di Maran c’è soltanto la sfida di sabato prossimo allo Stirpe: «La preparerò con grande carica, per noi sarà molto importante». Rolando maschera il rammarico provando a rincuorare la sua squadra, una creatura ferita e impaurita: «Un singolo episodio non può condizionarci in quel modo. È un peccato, perché fino all’autogol eravamo stati padroni del campo». L’insegnamento da trarre è che «le difficoltà non si superano da sole, spetta a noi trovare la forza di farlo. Questi ragazzi si applicano, resto convinto che abbiamo tutte le possibilità di invertire la rotta».

Il clima al Rigamonti, per via della protesta della Curva nord, era surreale: «L’energia per reagire dobbiamo trovarla da soli, tocca anzitutto a noi. Ma con la spinta della nostra gente è più semplice, abbiamo bisogno di tutti». Si fa fatica a scorgere uno spiraglio, in un momento così buio. Maran prova a proiettarlo, ma anche lui è in grande difficoltà. Ora si attende la mossa di Cellino. Sul Brescia soffia un vento sempre più gelido.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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