Calcio

Brescia, Cellino «ritrova» Castagnini e all’ultimo riapre al riscatto di Borrelli

Un confronto tra i due ha fatto rientrare la situazione e il presidente si starebbe convincendo all’investimento per il centravanti
Massimo Cellino e Renzo Castagnini: si va verso la permanenza del secondo in veste di ds - © www.giornaledibrescia.it
Massimo Cellino e Renzo Castagnini: si va verso la permanenza del secondo in veste di ds - © www.giornaledibrescia.it
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Dicevamo: al Brescia niente è mai definitivo fino a che non è definitivo. Della serie «mai dire mai» perché nulla è davvero come sembra. E così, la fine che era scritta col direttore sportivo Renzo Castagnini, è stata… riscritta e può diventare un nuovo inizio.

Nulla di ufficiale - le parti restano chiuse nel silenzio che ha caratterizzato gli ultimi scorsi giorni -, ma da quel che si apprende unendo alcuni pezzetti di puzzle, ieri Massimo Cellino e Castagnini, entrambi rientrati contemporaneamente alla base Brescia rispettivamente dall’estero e da Reggello, hanno trovato il modo di confrontarsi e di ritrovare il filo per proseguire insieme.

Eppure, a lunedì sera nessuno era più disposto a scommettere su un epilogo felice e il presidente era segnalato come sempre più irritato e persino incerto sull’affrontare da subito il suo braccio destro, che nella stagione che è si è conclusa, era stato così decisivo nel mantenimento costante degli equilibri nella quotidianità: il suo ruolo di collante e mediatore nella triangolazione presidente-allenatore-squadra era risultato preziosissimo.

Il punto

Come detto, nessuno si espone, ma si va verso l’epilogo positivo di una situazione - che abbiamo raccontato nei dettagli e che era sulla bocca di tanti addetti ai lavori - che è stata molto molto delicata, ma che alla fine dunque si è rivelata a tutti gli effetti una tempesta in un bicchier d’acqua scatenata da una serie di fattori tra alcuni malumori del diesse che si erano probabilmente andati a sovrapporre ad esigenze familiari con il Pisa (dove per certo Cellino non avrebbe permesso si accasasse) pronto ad andare all’assalto del dirigente sullo sfondo.

Cellino era sempre rimasto convinto di poter far rientrare la situazione - tanto è vero che non ha nemmeno iniziato a sondare il mercato allenatori - ma nelle ultime 48 ore si era fatto largo un grande pessimismo tra coloro che si erano adoperati per mediare. Evidentemente, Cellino e Castagnini - probabilmente gli unici veri depositari della «verità» totale di quanto avvenuto - professionisti di lungo corso e abituati a confrontarsi sempre direttamente e senza filtri o sconti dicendosi le cose in faccia, hanno trovato una soluzione. E a prescindere da come davvero è andata, si può tirare un sospiro di sollievo perché il tema non sarebbe stato di facile soluzione. E se c’era qualche sassolino dalle scarpe da togliersi, lo «scossone» che c’è stato può persino essere stato benefico.

Adesso allora ci si può concentrare sui riscatti con la finestra per esercitare le opzioni che si apre oggi e si chiude venerdì.

Il riscatto di Lorenzo Dickmann già da molte settimane è solo una formalità (poi più in là al terzino sarà anche allungato il contratto). Mentre tutto un discorso a sé lo merita Gennaro Borrelli.

L’attaccante

Anche in questo caso, come per Castagnini, a lunedì sera il presidente del Brescia era arrivato non avendo mai cambiato: dopo lo «strappo» del giocatore, che per 4 volte non si è presentato alle visite mediche che il Brescia voleva, Cellino era dell’idea che sarebbe stato troppo rischioso effettuare un investimento per un giocatore che viene da una stagione condita da problematiche e che in più aveva cambiato idea rispetto al fatto di voler diventare un giocatore del Brescia.

Ma arrivati al dunque, al momento del dentro o fuori, il presidente a sorpresa avrebbe riaperto all’opportunità di procedere con il riscatto da 3.200.000 euro (più 600.000 euro di prestito per la stagione che si è chiusa mentre per il giocatore scatterebbe un quadriennale da 350.000 euro a salire) come caldeggiato dai suoi più stretti consiglieri, Castagnini in primis. La decisione starebbe maturando perché il mercato (anche se si segnalano interessamenti per La Mantia e Tsadjout), nemmeno all’estero, offrirebbe alternative convincenti nel rapporto costo-ingaggio. A questo punto, inutile sbilanciarsi: tra oggi e venerdì sapremo. In casa Brescia il meteo dice sempre variabile.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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