Calcio

Brescia, a Cosenza arriva una frenata: punto di rammarico

Dopo meno di 4’ è stato espulso Adorni, poi al 32’ tocca a Ndoj: matura un triste 0-0, ma il terzo posto resta
Ayè. Ha avuto una buona palla gol nel primo tempo - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Ayè. Ha avuto una buona palla gol nel primo tempo - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
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Diversamente bene. O per dirla proprio tutta: male. Perché si poteva fare di più. Ed è una questione di tutto: di risultato, come di contenuto. Di sostanza e anche di forma.

Ovviamente, non si butta mai via nulla e lo sappiamo benissimo quanto non perdere quando non si può vincere sia assolutamente importante (ma occhio: per il Brescia, questo con il Cosenza è il terzo pareggio nelle ultime quattro gare, il secondo consecutivo) in una guerra lunga e dura come quella della B. Ma è brutto quando addosso ti resta quella sensazione di incompiutezza e che non sia stato fatto tutto quanto possibile per fare ciò che invece, nonostante i fattori, era possibilissimo fare: sbancare Cosenza e impacchettare una squadra, davvero molto modesta, che prima di ieri solo in una partita non aveva subìto almeno un gol e che ne incassava da 14 gare di fila.

Sicché, era proprio difficile immaginarsi che al San Vito-Marulla sarebbe uscito quello 0-0 (brutto) che il Brescia non conosceva dalla partita con la Fiorentina del 21 ottobre 2019. Ma principalmente, era difficile immaginarsi un Brescia fiacco, con poco ardore e poca gioia, proprio al termine di una settimana che aveva portato con sé nuova fiducia e un’aria finalmente «al rialzo» dopo un periodo di negatività a dispetto della classifica. Ecco, la classifica: meno male c’è quella che lassù resta cristallizzata visto che anche Lecce e Pisa si sono accontentate di un punto e dietro il Benevento anche.

Ma quello che rappresenta un motivo per tenersi caro oltre che stretto il punto di Calabria - siccome si è nei panni degli inseguitori - diventa al tempo stesso motivo per sospirare su un’altra occasione persa per tornare in testa. Niente record di vittorie consecutive in trasferta, ma questo ovviamente conta come il nulla. Perché torniamo al punto uno e a quel si poteva fare di più nonostante tutto, laddove il nonostante tutto è stato un piano gara preparato da Inzaghi per giocarsela in ripartenza con Tramoni e Léris a supporto di Ayé che non sapremo mai se era quello giusto visto che è saltato dopo esattamente 3’ e 37’’. Che è tanto quanto ci ha impiegato Adorni a ritrovarsi espulso per un fallo al limite dell’area su Laura che lo aveva bruciato in ripartenza. Incredibile tutta la dinamica.

Un incubo, proseguito con l’incapacità del Brescia di riaversi dallo shock e di trovare le contromosse sulle ripartenze dell’esordiente Laura e di Caso ben sostenuti da Situm. Solo una volta compreso come andare a dare man forte al povero Pajac in raddoppio e solo dopo aver rischiato con Liotti e Laura che aveva saltato Joronen, ma si è ritrovato di fronte il provvidenziale Mangraviti, il Brescia sistematosi con un 4-4-1 d’urgenza (fuori Bertagnoli dentro il già citato Mangraviti con Tramoni e Léris esterni a centrocampo) si rianimava: retropassaggio sciagurato di Liotti, palla ad Ayé e però conclusione molle. In dieci contro undici era un’occasione grossa, sì. Come grossa è l’occasione che si prospetta a partire dal minuto 32 quando Ndoj che poco prima aveva a sua volta avuto un’occasione sotto porta mal utilizzata, viene a sua volta cacciato per un doppio giallo onestamente discutibile: l’intervento su Ayé è irruento, ma prende la palla. E qui, il Cosenza già in auto sgonfiamento quando era con l’uomo in più, di fatto si «ritira» direttamente dalla contesa mettendosi tutto dietro la linea della palla.

Pensi così che il dazio per l’incidente di Adorni sia già stato saldato e che 66’ siano sufficienti per cacciare per bene quel tipo di preda. Il primo quarto d’ora della ripresa, in cui c’è Moreo per Ayé ma ugualmente a conti fatti non il peso che servirebbe, è incoraggiante come la traversa di Van de Looi. Il Brescia attacca, ma non azzanna mai: sempre troppo lento e preoccupato di qualche fantasma. Lasciano un po’ «così» i cambi (prevedibili), e quello di Proia a 10’ dalla fine risulta utile solo per vedere la new entry sciupare di testa e rimediare un giallo fatale che porta alla squalifica.

Il finale è generoso (una chance anche per Palacio), ma soprattutto approssimativo (anche nel suo punto di forza delle fasce). E non c’è un filone da seguire. Questo è il problema, non il pari in sé.

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