Come un romanzo, ma più di un romanzo: dentro quei 120’ indiavolati contro il Perugia, è come se si fosse scritta, travestita da partita, un’intera saga. Rivisto il tutto, non si trova una logica, una spiegazione razionale a quanto avvenuto nello spareggio di sabato: è stata un’avventura nella quale il Brescia ha attraversato ogni stato d’animo possibile ritrovandosi di fronte, per sconfiggerli uno ad uno, tutti i propri fantasmi.
Ritrovando anche quell’amica fortuna che a un certo punto era scomparsa dalla scena. E così la squadra di Corini, finalmente accompagnata da calore e partecipazione (al netto di qualche coro spazientito prima del tempo) ne è uscita rafforzata in tutto per tutto: nell’autostima e nella fiducia prima di tutto. E adesso, alla semifinale contro il Monza non si pensa come a un qualcosa di fuori dalla propria portata, ma come a una contesa da poter affrontare alla stessa altezza sapendo di poterci stare dentro: col Perugia è stato più fare i conti con le proprie risorse emotive che non quelle tecnico tattiche. Misurate le prime, sapendo di poterci contare, anche il secondo aspetto adesso dovrà tornare su un certo livello. Tutto chiaro per tutti.




