Questa non la dimenticheremo mai. E l’ultimo motivo per cui non la scorderemo, è il calcio. Che è stato quasi un comprimario. Può sembrare un eccesso o una provocazione, ma è l’unico modo per poter provare a rendere l’idea e spiegare che gli ingredienti di quella che è stata una sfida infinita e senza esclusione di colpi contro il Perugia ha avuto molto poco a che fare con i contenuti tecnici: è stata roba di emozioni non etichettabili, di episodi al limite dell’inverosimile, di eroi (non) «per caso» e principalmente di una dosa immensa di cuore.
È stata roba forte, una storia - con clou ed epilogo ai supplementari - riconducibile all’epica che narra di un Brescia crollato, eliminato anzi, due volte e poi rinato altrettante. Dalla polvere all’altare, infine, della semifinale play off contro il Monza. Quindi, verificate di stare tutti bene dopo la botta di adrenalina di ieri perché c’è da ripresentarsi belli carichi mercoledì alle 19, sempre a Mompiano, per il primo round (bisognerà vincere almeno una partita tra l’andata e il ritorno - domenica prossima - contro gli Stroppa’s). Per arrivare a questo appuntamento, decisivi, nell’ordine: Flavio Bianchi eroe come già nella partita di campionato con gli umbri con un gol e un assist a ribaltare l’esito dall’1-2 al 3-2 finale, decisioni arbitrali che sono girate dalla parte giusta e ultimo - ma non ultimo - uno stadio Rigamonti che con i suoi 11.000 cuori palpitanti ha contribuito a spingere il Brescia un po’ più in là rispetto anche alle sue risorse e riserve energetiche quando era a 13’ dall’eliminazione.




