Calcio

È il «B-Day»: dall’assemblea soci della FeralpiSalò il nuovo Brescia

Cambio di denominazione unico punto all’ordine del giorno, poi le carte a Comune e Figc
Giuseppe Pasini - © www.giornaledibrescia.it
Giuseppe Pasini - © www.giornaledibrescia.it
AA

Oggi è il «B-day», ovvero il giorno del Brescia (o US Brescia). Che si intreccia come non mai con la FeralpiSalò, probabilmente per l’ultima volta. Alle 10 infatti è in programma l’assemblea dei soci del club gardesano, che all’ordine del giorno di fatto ha un solo punto: il cambio di denominazione. Presumibilmente si scoprirà il nome della nuova società che fa capo al «Progetto Brescia» e, una volta presa la decisione, partiranno subito le missive al Comune per la modifica del nome di chi utilizzerà il Rigamonti nelle gare interne, e alla Figc perché tutto sia messo nero su bianco e si possa iniziare l’avventura in serie C.

L’ultimo giorno utile è martedì 15, ma non è detto che si debba arrivare alle ultime ore per avere il via libera. Poi tutto in discesa, con la possibilità finalmente di parlare (anche) di calcio: giovedì 17 la presentazione nel pomeriggio in Loggia del nuovo Brescia, il giorno successivo la partenza per il ritiro di Piamborno, domenica 20 la prima sgambata (prevista un’amichevole con l’Entella a Salò il 2 agosto).

Squadra

Se quella agli ordini di Aimo Diana è in «via di sviluppo» (Sorensen e Guglielmotti potrebbero essere ufficializzati già lunedì), quella degli imprenditori che affiancherà Giuseppe Pasini nella sua avventura in biancazzurro è stata in parte svelata dopo l’incontro avvenuto giovedì pomeriggio.

Tanti i nomi di spicco, pronti ad entrare come soci o come sponsor. Da Daniele Scuola a Ettore Prandini, da Daniele Cavagna a Carlo Bonomi a Tommaso Ghirardi. E poi Orlando Niboli, Mario Gnutti, Roberto Saccone, Giampiero e Santo Franchini, Daniele Peli, Luigi Massetti. E altri ce ne sono ancora, per quei concetti di brescianità e territorialità che stanno a cuore a Pasini da quando ha deciso di entrare nel mondo del calcio.

Passaggi

Se quindi oggi la FeralpiSalò è destinata a lasciare spazio al nuovo Brescia, quello che Massimo Cellino ha fatto fallire naviga in un limbo in cui si ricorrono voci e dove ombre (tante) e luci (pochissime) la fanno da padrone. Una «vox» racconterebbe del tentativo di vendita di un ramo d’azienda, ovvero quello relativo all’attività sportiva, per iscrivere così la squadra al campionato di Eccellenza e recuperare i crediti che ancora vanta. Il fatto è che quel «qualcuno» si troverebbe a dover far fronte pure ai debiti... È quasi certo comunque che l’imprenditore sardo voglia proseguire le sue battaglie legali, compresa quella sull’utilizzo dello stadio Rigamonti e sulle migliorie apportate all’impianto stesso.

Discorsi che in qualche modo saranno paralleli rispetto alla strada che da oggi inizierà a percorrere il nuovo Brescia, del quale nei prossimi giorni andranno svelati la maglia (non muteranno i colori sociali), il luogo degli allenamenti, le idee che Pasini avrà per riportare la gente allo stadio. Lo «zoccolo duro» del tifo pare disposto a dargli credito, un’altra parte della tifoseria è invece in aperta contestazione. C’è poi tutta una città da riconquistare e due sono le parole chiave: fiducia e chiarezza.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Sport

Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.