Careca: «Maradona, la Ma.Gi.Ca. E se nell’82 ci fossi stato...»

Il leggendario attaccante: «Che disastro i Mondiali senza Italia, negli States vedo bene la Francia»
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Careca in mezzo ad Agostino Esposito della Voluntas e Salvatore Cirillo della Zeus - © www.giornaledibrescia.it
Careca in mezzo ad Agostino Esposito della Voluntas e Salvatore Cirillo della Zeus - © www.giornaledibrescia.it

Una Vita bonita. Di troppo pane («devo limitarmi»), del vizio del gelato al limone, del mestiere di commentatore e opinionista, ma non troppo. Di calcio ancora giocato (rigorosamente bonito, pure quello), ma anche qui non troppo: «Quando mi va, quando ho l’occasione di far felici i tifosi e regalare felicità, quando so che posso divertirmi, ma anche di poter incontrare vecchi amici con cui poi ridere e mangiare insieme».

È fatta (anche) così la vita di una leggenda di casa a un’ottantina di km da San Paolo. Una leggenda che fa vedere tutto semplice esattamente come lo era la sua superiorità sul campo. Antonio Careca è ancora Carecao meravigliao. Solo un po’ più grande – 65 anni –, ma capace di far specchiare nella sua immagine di signore distinto lo straordinario calciatore che è stato. Senza dubbio uno dei più grandi attaccanti di sempre: la fantasia di fine anni ’80-90 è giunta fino a noi. Careca è il tratto d’autore che ha unito il Brasile a Napoli – 73 gol in 164 presenze e 6 anni di militanza partenopea – e che non puoi neanche nominare senza pensare a Diego, senza parlare di Diego. Diego chi? Davvero non c’è bisogno di specificare. Diego è stato uno. «Tira la bomba» cantavano a Careca i tifosi del Napoli che Careca lo aspettano martedì p per una partita tra Legends.

Nel frattempo, il brasiliano fenomenale eppur normale («fare festa mi piaceva, ma sono sempre stato un preciso») ha fatto tappa a Brescia. Ospite alla Voluntas della famiglia Esposito per il tramite dello sponsor tecnico del club di casa al San Filippo, la Zeus di Salvatore Cirillo con la collaborazione della Marat, l’agenzia che si occupa delle carriere di Salvatore, Sebastiano e Pio Esposito.

Careca si è divertito sui campi del centro sportivo cittadino insieme ai ragazzi delle giovanili ai quali ha dispensato consigli prima di dimostrare loro come si coccola un pallone. Che carisma e che classe, signor Antonio: «Stare tra i ragazzi mi piace. Più che stare con gli adulti. Mi diverto. Uno spettacolo, come il pranzo che ha preceduto il prezioso appuntamento sul campo alla pizzeria Bella Napoli dove Careca, riconosciuto anche da avventori meno agés – potere di Youtube e di video di magie che possono essere visti e rivisiti – si è con generosità prestato a dediche, video chiamate, fotografie. Aprendo lo scrigno dei ricordi.

Loading video...
Careca incontra i giovani della Voluntas

Careca, per lei l’Italia è irrinunciabile?

«Sì, ci torno sempre troppo volentieri. Ora non vedo l’ora di andare allo stadio Maradona: sarà la prima volta che ci entrerò da quando è stato intitolato a Diego. Mi farà molto effetto e spero di non fare brutta figura sul campo per suo rispetto e quello di una città dove il calcio è vissuto con un calore, quasi un fanatismo, che non è così nemmeno nel mio Brasile».

Visto che siamo in tema, chi è stato per lei Maradona?

«Un sogno durato 4 anni, tanti quanti ne abbiamo condivisi a Napoli. Lo conobbi nel 1986 al Mondiale del Messico. Poi ci ritrovammo a Parigi per una premiazione e dividemmo alcuni momenti con le nostre famiglie. Lui mi disse “ma ti piacerebbe un giorno venire al Napoli?”. Gli risposi “per me già è un sogno essere seduto su una sedia accanto a te, figurati giocare con te...”. Sì, è stato un sogno. Non era facile comunque essere in campo con lui perché era un genio, pensava velocissimo e tu dovevi capirlo, bisognava essere sempre pronti. E tutti noi sapevamo che ogni domenica sarebbe stato uno spettacolo. Quanto ci siamo divertiti...».

Careca sorridente col Dt Voluntas Zambelli, il Dg Cerminara, Agostino e Salvatore Esposito
Careca sorridente col Dt Voluntas Zambelli, il Dg Cerminara, Agostino e Salvatore Esposito

Napoli e Brescia sono molto distanti tra loro, ma un filo che le ha unite ai suoi tempi c’è stato: Ottavio Bianchi, che l’ha allenata e insieme avete alzato una Coppa Uefa (’88-89)...

«Ah… mister Ottavio: un innamorato del calcio giocato bene. Voleva sempre che si vincesse, ma appunto esprimendosi in un certo modo. Ho imparato tantissimo da lui che considero un amico: ogni tanto ci sentiamo per telefono. Era una persona molto seria, per alcuni molto rigido tanto che qualcuno lo chiamava “il tedesco”. È che a lui piaceva la gente precisa e puntuale, io le ero e andavamo d’accordo. Inoltre era come un padre che proteggeva da chiunque i suoi giocatori. Sembrava un duro, ma è un sensibile. Sono molto grato per aver lavorato con lui e di aver vinto con lui una Coppa Uefa. A proposito di Brescia poi negli anni 2000 con le rondinelle ha giocato un brasiliano fortissimo....».

Francelino Matuzalem...

«Esatto. Un fenomeno vero che ricordo benissimo quando iniziò la sua carriera nel Vitoria. Purtroppo per lui – sorride Careca – era un “bon vivant”, diciamo. Amava divertirsi e questo lo ha un po’ limitato. Ma che giocatore...».

Con Maradona e Giordano lei componeva la Ma.Gi.Ca. C’è un tridente così oggi?

«Sincero? Difficile trovarla… Di Diego non c’è bisogno di dire altro e dico invece che anche Giordano lo metto tra i più forti che abbia conosciuto. Quelli erano anche gli anni del trio favoloso di olandesi del Milan Van Basten-Gullit-Rijkaard, ma la Ma.Gi.Ca… Abbiamo fatto divertire».

Careca ama ancora giocare a calcio - © www.giornaledibrescia.it
Careca ama ancora giocare a calcio - © www.giornaledibrescia.it

A Brescia è di casa Spillo Altobelli...

«Che mi ricorda intanto – e ride – un aneddoto divertente: nel ’91 celebrò il suo addio al calcio a San Siro in una partita contro una all stars di brasiliani. Io tra questi. Eravamo molto competitivi e anche se era una festa volevamo vincere. A un certo punto andammo sul 4 o 5-0 e Spillo ci disse “e basta su...”. Vincemmo 8-1».

Altobelli che segnò nella finale Mondiale dell’82 e trascinò l’Italia alla vittoria. Italia che eliminò il Brasile. Lei saltò per infortunio quell’edizione...Sarebbe cambiato qualcosa con la sua presenza in una Nazionale piena di fantasisti come Zico e Falcao, ma senza un vero centroavanti?

«A Spillo infatti dico che forse se ci fossi stato io, chissà… A parte gli scherzi nessuno può saperlo. Di certo a noi sarebbe bastato un pari per passare il turno, ma il Ct Tele Santana giocava solo per vincere. Io mi infortunai 4 giorni prima della partenza per la Spagna: fu un duro colpo, mi strappai. Ma così va la vita».

Si accettano dei Mondiali senza l’Italia?

«Mamma mia che disastro. L’Italia come il Brasile, la Spagna, l’Uruguay, la Germania non dovrebbe mai mancare. Che disastro. Vivo vicino a San Paolo dove ci sono moltissimi italiani: è stata vissuta molto male la non qualificazione».

Chi è la favorita?

«Il Brasile è favorito sempre solo per esserci, così come tutte le Nazionali con storia. Ma vedo la Francia con qualcosa in più».

Ha fatto scalpore la convocazione di Neymar...

«Per me è giusta. Punto anche su di lui oltre che su Hendrick e Rayana, per me fortissimi».

E di Ancelotti che dice?

«Può essere l’uomo giusto. Avrei voluto che arrivasse anche un anno prima. È un grande gestore e può essere la chiave per far funzionare un certo spogliatoio. Qualcosa ha già messo a posto con la sua organizzazione anche se nemmeno da noi i giocatori sono più gli stessi: troppi videogiochi e troppo poco calcio di strada».

C’è un Careca in giro?

«No, spero che lo sia David Luca, mio nipote di 13 anni».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Sport

Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Aree protette e parchi: con il GdB due guide sulla natura brescianaAree protette e parchi: con il GdB due guide sulla natura bresciana

Un viaggio nelle terre bresciane: Dai laghi alle montagne, dal corso dei fiumi ai boschi di pianura

SCOPRI DI PIÙ
GdB RUN | 7 giugno, piazzale Arnaldo. Iscrizioni aperteGdB RUN | 7 giugno, piazzale Arnaldo. Iscrizioni aperte

Novità 2026: due percorsi «Family» 5 km e «Ten» 10km

SCOPRI DI PIÙ
SponsorizzatoImparare ad ascoltarsi con Primo Udito SrlImparare ad ascoltarsi con Primo Udito Srl

Non un semplice punto vendita, ma un luogo in cui l’ascolto diventa il primo passo per capire come intervenire