Da golden boy alla naftalina. E ora di nuovo golden boy. Non più solo per etichetta - quella che gli venne appiccicata nel giorno del suo debutto tra i pro, direttamente in serie A e da migliore in campo in quel Sassuolo-Brescia del 9 marzo 2020 -, ma anche e soprattutto con i fatti.
Quelli che da queste parti, quando c’è di mezzo un giovane da aspettare in generale e Andrea Papetti in particolare - uno che non gode di favore popolare - si fa di solito molta fatica a mettere in fila. Ma questi fatti, piaccia o meno, ci sono. E fanno del 2002 milanese, ma bresciano d’adozione e a tutti gli effetti prodotto del vivaio (vi approdò a 14 anni), un vero tesoro - da accrescere - del club di Massimo Cellino.




