La festa per il salto in Promozione continua per il Montirone, ma le parole restano. Quelle spese dal mister Davide Coccaglio, dal direttore sportivo Daniel Battaglia e dal presidente Giambattista Bambini celebrano il gruppo che ha centrato un obiettivo «mai dichiarato» almeno inizialmente, come sostiene il ds. Ma poi, «vedendo i ragazzi sin dalle prime amichevoli, ho capito di aver creato un gruppo bellissimo»; e da lì, la società ha iniziato a crederci. Ma non solo.

Bomber principe
Il protagonista assoluto, che ha portato entusiasmo in una cittadina di 5mila abitanti come Montirone, è però senza dubbio Emanuele Bardelloni. Il «ragazzo prodigio», tornato a casa nella scorsa estate a 35 anni, dopo una carriera sui campi di serie C e D, per regalare un sogno al suo paese d’origine a suon di gol, ben 26. Questioni di cuore e di famiglia, perché è lui stesso a dire che la parte più bella di questa vittoria è stata «poter giocare con mio fratello Pietro, vincere il campionato assieme al mio migliore amico, Mirko Traversi, e conoscere persone fantastiche come Matteo e Simone Zani e tutto il resto del gruppo». Gruppo, una parola che torna spesso nelle testimonianze dei protagonisti, ed è lo stesso Emanuele Bardelloni a dargli importanza sostenendo che «ha fatto tutto, esaltando i singoli giocatori».
Emanuele Bardelloni, approdato in Prima, si è calato in una realtà del tutto nuova ed a settembre alla presentazione aveva confidato di voler dare a Montirone qualcosa di bello. Riuscendoci, con determinazione e soprattutto «umiltà», come ricorda mister Coccaglio: «Ha unito il gruppo, non tanto a livello calcistico ma anche come persona, ha dato l’esempio e ha dimostrato di crederci, portando i ragazzi a seguirlo».

Non solo i grandi
Esempio per lo spogliatoio della prima squadra, ma anche per i più piccoli, visto che Bardelloni è timoniere dei Giovanissimi U15 che stanno facendo bene come il resto del settore giovanile, aspetto di cui il presidente Bambini va fierissimo: «Abbiamo avuto un incremento di giocatori, siamo contenti di poter garantire continuità ai ragazzi con tutte le categorie di cui disponiamo».



