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Bicelli: «Che emozione l’oro, ma la testa è già a Los Angeles»

Il nuotatore bresciano racconta le «sue» Paralimpiadi, dal discorso di Mattarella alla piscina sempre piena, e punta i prossimi Giochi: «Avrò 29 anni, voglio migliorare ancora»
Federico Bicelli sul podio a Parigi dopo il successo nei 400 stile libero - Foto Cip/Simone Ferraro © www.giornaledibrescia.it
Federico Bicelli sul podio a Parigi dopo il successo nei 400 stile libero - Foto Cip/Simone Ferraro © www.giornaledibrescia.it
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Giorni e giorni passati ad allenarsi nuotando vasca dopo vasca, l’arrivo a Parigi, la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi, il discorso di Mattarella, l’impatto con la piscina e con diecimila persone e i famigerati letti di cartone del villaggio olimpico, l’oro nei 400 stile, il bronzo nei 50 dorso, il ritorno a casa e l’affetto che lo ha travolto al pari dei festeggiamenti.

Raccontare gli ultimi mesi di Federico Bicelli significa entrare in un film d’azione con lieto fine: il campione di Borgosatollo forse solo ora, mentre si gode qualche giorno di vacanza al mare, si sta rendendo conto di quanto ha fatto in Francia. E lo racconta con gli occhi che ancora brillano.

Il primo pensiero ripensando a Parigi?

«L’emozione di aver vissuto una grandissima esperienza che porterò sempre con me. Un anno fa a Manchester ho conquistato l’oro mondiale, adesso ho coronato il sogno di quello olimpico. Confermarsi non era facile anche perché nei 400 stile (categoria S7, ndr) mi presentavo con il secondo tempo dietro a Trusov. Sono stati premiati i mesi di tanto lavoro e altrettanti sacrifici».

SPORT NUOTO BORGOSATOLLO CENTRO SPORTIVO DI BORGOSATOLLO FESTEGGIAMENTI PER FEDERICO BICELLI NELLA FOTO FEDERICO BICELLI 12-09-2024 PIERPAOLO PAPETTI AGENZIA NEWREPORTER
SPORT NUOTO BORGOSATOLLO CENTRO SPORTIVO DI BORGOSATOLLO FESTEGGIAMENTI PER FEDERICO BICELLI NELLA FOTO FEDERICO BICELLI 12-09-2024 PIERPAOLO PAPETTI AGENZIA NEWREPORTER

Oro nei 400 stile, ma anche bronzo nei 50 dorso, che vale come il metallo più prezioso.

«Il dorso è forse la specialità che più mi piace, ma la medaglia è stata inaspettata e per questo bellissima. Vero che sono arrivato a Parigi col terzo crono, ma non sapevo nulla o quasi del valore dei miei avversari. Sono contento».

Ha sentito la pressione, essendo tra i favoriti in entrambe le gare, di dover portare a casa la medaglia?

«L’ho sentita, ma mi ha aiutato il calore della gente nei giorni precedenti. Nei momenti delle gare, sapendo cosa avrei trovato in piscina, sono entrato con le cuffie per isolarmi, ascoltando "Spingere" del Pagante perché mi regala tanta energia. Nei 400 sul blocco mi sono detto "adesso pensa alla gara, poi ascolterai la reazione del pubblico". È andato tutto come previsto: primi 200 trattenuti, i secondi 200 a tutta».

Lei veniva dalle Paralimpiadi di Tokyo, senza pubblico. A Parigi piscina con diecimila persone. Che sensazione è stata?

«Pazzesca. Il primo giorno sono andato a vedere i miei compagni, ho capito cosa voleva dire gareggiare in un ambiente così e ho detto "aiuto, ma io devo nuotare qui". Ti sentivi dentro l’evento, a maggior ragione dopo essere salito sul podio».

Una fotografia che porterà sempre nel cuore al di là dei suoi successi?

«La cerimonia d’apertura con migliaia di persone e io in prima fila, perché volevo godermela. E poi Mattarella, il discorso emozionante che ci ha fatto dopo aver mangiato con noi a Casa Italia, la bellezza di sentire davvero vicino a noi il Presidente della Repubblica. Sarà bellissimo essere suoi ospiti lunedì al Quirinale».

E il villaggio olimpico?

«Confermo. I letti di cartone erano scomodissimi, a Parigi ho sofferto di mal di schiena e mai mi era capitato: dico grazie ai due fisioterapisti che mi hanno aiutato. Ma al di là di ciò al villaggio si respira un’aria che non c’è in nessun altro luogo al mondo».

Avete colto il salto a livello mediatico avuto da queste Paralimpiadi?

«Sì, parecchio, sia a livello televisivo sia a livello di informazione generale. Gli orari delle gare hanno aiutato rispetto a Tokyo, ma è stato bellissimo ricevere centinaia di messaggi di persone che mi hanno scritto: "Federico, ho visto la tua foto in prima pagina sul Giornale di Brescia, complimenti!". Emozione grande che premia i nostri sacrifici».

Federico in visita al Giornale di Brescia - © www.giornaledibrescia.it
Federico in visita al Giornale di Brescia - © www.giornaledibrescia.it

Qual è l’obiettivo a breve termine?

«Gli Assoluti in vasca corta a fine novembre, nel 2025 il Mondiale a Singapore».

Lo sguardo però va anche alle Paralimpiadi del 2028 a Los Angeles.

«Certamente. Sto bene, avrò 29 anni, voglio prendermi questi quattro anni per migliorare ancora. Presto sapremo quali gare ci saranno e allora andrò a stilare il programma della preparazione».

Quanto c’è di Tanya Vannini, sua allenatrice, e del Gam Team in queste medaglie?

«Tantissimo, perché lei mi ha fatto scoprire i 400 stile e spiegato passo dopo passo cosa dovevo fare. Così è stato fino al giorno prima delle Paralimpiadi. Una condizionale ottimale ottenuta anche grazie a Valentina, preparatore atletico e sorella di Tanya».

Ha una dedica?

«L’oro ad Anna Sisti, mia manager, che mi segue da sempre. E al mio amico Michele Chiarini che ogni giorno ha nuotato con me».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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