Il sogno di Bicelli diventa realtà: a Parigi il suo stile è d’oro

Il bambino che desiderava la medaglia d’oro ai Giochi ha esaudito il suo sogno a venticinque anni. Ne ha passati più della metà in vasca e con l’acqua ha raggiunto un feeling particolare, che nella piscina della Défense Arena di Nanterre si è trasformato in amore eterno.
Federico Bicelli sale sul gradino più alto del podio dei 400 stile S7, scortato dai due rivali di sempre, l’ucraino Trusov e l’argentino Basiloff, che si inchinano alla forza e alla determinazione del bresciano. L’Inno di Mameli e il tricolore sul pennone più alto suggellano una giornata indimenticabile, nella quale Borgosatollo ha vissuto le stesse emozioni di Roncadelle. Il trionfo di Bicelli è come quelli di De Gennaro, Bellandi e Danesi: l’uomo più atteso non ha tradito il ruolo. Era il favorito e si è imposto, battendo anche chi in precedenza lo aveva sempre preceduto.
Impegno e tattica
Ci sono voluti forza, coraggio, determinazione e soprattutto tanto allenamento. La vittoria di Federico Bicelli è un invito a non mollare mai e a lavorare continuamente per migliorarsi. Per rivestirsi d’oro gli sono serviti 4 minuti 38 secondi e 70 centesimi, cifre che non dimenticherà mai più e che serberà nella mente come i tre agitos stampati sul petto. L’esordiente di Tokyo 2021 è diventato grande a Parigi 2024, tre anni sono stati sufficienti per disegnare una parabola crescente, il cui vertice è ancora da ricercare.
La gara
Un primo duecento mantenuto, come aveva studiato con la sua allenatrice Tanya Vannini nelle dure sedute di preparazione tra Lamarmora e Travagliato, poi l’aumento dei colpi e il passaggio in testa alla virata dei 300. In quel punto Bicelli ha capito che avrebbe potuto farcela e ha scatenato nell’acqua tutti i suoi cavalli. Forza e coraggio per superare gli avversari di una carriera in una finale atipica, dove i primi attori si sono accontentati della platea laterale.
Frutto di batterie assurde, dove Bicelli, Trusov e Basiloff hanno fatto a gara a chi andasse più piano. Ne è scaturita una lotta alle medaglie con l’argentino in prima corsia, il bresciano in sesta e l’ucraino in settima. Corsie centrali per i comprimari, con Basiloff in fuga solitaria all’inizio, forse anche oltre il previsto proprio per il fatto che gli altri due lo avevano perso dai radar. Alla fine i valori sono chiari. Trusov accusa 1”47, Basiloff 1”57. Bicelli capisce di aver vinto già al tocco, senza necessità di dover guardare il tabellone, eppure aspetta l’arrivo degli altri per esultare. La sua gioia prosegue sul piano vasca, dove una curva intera lo acclama come eroe, in una giornata in cui il bresciano ha l’onore di aprire un raccolto azzurro ricco come mai: tre ori e altrettanti bronzi.
I ringraziamenti del nuotatore
Nella conquista del meritato alloro Bicelli ringrazia uno per uno coloro che lo hanno aiutato, dalle sorelle Vannini, tecnico e preparatore atletico, ai ragazzi che hanno nuotato con lui in acqua durante gli allenamenti dettandogli il ritmo, alle sue società. Comincia con la Polisportiva Bresciana No Frontiere, dove ha cominciato e, si sa, il primo amore non si scorda mai. Prosegue col Gam Team dove è approdato da adulto e dove ha trovato l’ambiente giusto per trasformarsi da atleta a campione. Conclude con le Fiamme Azzurre, il gruppo militare che gli ha dato la possibilità, assumendolo, di fargli fare una vita da professionista del nuoto. È solo così che si conquistano queste vette stellari.
A parte il ringraziamento per i genitori e la sua manager. Il tutto prima di rituffarsi in acqua per la staffetta 4x50 mista con due uomini e altrettante donne. In finale Bicelli (cui è stata risparmiata la batteria) si esibisce a dorso, Stefano Raimondi a rana, Alessia Scortechini a delfino e Xenia Palazzo a stile libero: la stessa formazione giunta seconda agli Europei di Madeira. L’Italia conclude quinta, ma per Federico va bene lo stesso. Nella camera del villaggio il letto sarà pur scomodo, ma sul comodino da ieri sera brilla una medaglia per cui un mal di schiena può valere la pena.
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