Parigi 2024, Bicelli: «Ho sognato tanto l’oro, una gioia che non ha prezzo»

Il nuotatore bresciano dopo il trionfo nei 400 stile libero alle Paralimpiadi: «Non mi ero mai preparato così bene, spero sia solo l’inizio»
Mario Nicoliello
La gioia di Bicelli dopo il trionfo - Foto Cip/Simone Ferraro © www.giornaledibrescia.it
La gioia di Bicelli dopo il trionfo - Foto Cip/Simone Ferraro © www.giornaledibrescia.it

Una giornata lunga ma proficua. Al termine della staffetta Federico Bicelli riflette sul suo lunedì magico nella piscina della Defense Arena, dove è riuscito a esaudire il sogno di quando era bambino.

Federico, quanto vale questa medaglia?

«Non ha prezzo, il suo sapore è speciale, perché abbiamo lavorato davvero duro. Per questa gara mi sono preparato meglio che in tutte le altre. È il mio primo oro, speriamo sia solo l’inizio».

L’aveva sognato così?

«Sì e anche tante volte. Ma anche fossi stato secondo o terzo sarei stato contento. Alla vigilia stavo davvero bene, in allenamento volavo, quindi mi aspettavo di poter battere per la prima volta Trusov. Dal pensarlo al farlo però c’è una bella differenza».

Dove ha costruito il suo trionfo?

«A casa, lavorando duramente. Ci siamo allenati con Tanya Vannini e i miei sparring tutta l’estate, ogni giorno alle 8 del mattino a Lamarmora e il pomeriggio a Travagliato, i sacrifici sono stati ricompensati con un metallo bellissimo da portare al petto».

A Tokyo la staffetta fu di bronzo, qui quinta. In Giappone nuotò solo la batteria, qui la finale.

«Non è stato facile fare un 100 dorso dopo un 400 stile, però ho risposto presente».

A proposito di dorso, la seconda fatica (oggi) sarà proprio in questo stile.

«Batteria al mattino a finale la sera. Poi farò anche i 50 stile. Non ho allenato particolarmente il dorso, ma agli Europei giovanili era sempre la mia gara e quindi spero di andare al podio. Nei 50 stile ho invece il quarto tempo, li affronterò senza pressione».

Arrivavamo dai Giochi olimpici dei tre ori bresciani. Sentiva di dover rispondere con la stessa moneta ai suoi colleghi olimpici?

«Sono felice di averlo fatto, in più visto che anche Veronica Plebani è salita sul podio, possiamo dire che Brescia è sempre fortunata. È una cosa incredibile per la nostra provincia».

È stato difficile aspettare senza gareggiare nei giorni scorsi?

«Mi è venuto il mal di schiena per aspettare sul letto del villaggio, ma in compenso la mensa è ottima».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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