Nella prima sfida dell’A2A Leonessa Brescia contro una squadra da playoff serviva subito dare una risposta importante: le rotazioni, ancora prive di Mattia Santinon per un problema alla caviglia, dovevano dare un segnale di profondità. Detto fatto: anche grazie alla spinta di un ruggente PalaLeonessa. La vittoria per 85-71 contro Agrigento nel debutto casalingo ha dato a Marco Calvani indicazioni positive inedite rispetto al successo di Vicenza.
Differenza
Una delle più importanti riguarda il contributo di tutta la panchina: nella prima giornata le alternative dalla panchina erano state estremamente ridotte, complici gli infortuni di Nikolic e Santinon appunto. Contro un’avversaria da play off serviva una prestazione di livello di tutto il collettivo. E il primo quarto di domenica, in effetti, ha accentuato il bisogno di trovare delle risorse anche dalle seconde linee: le scariche di triple dei siciliani hanno messo in seria difficoltà il quintetto titolare biancoblù.

Per un attimo sembrava quasi che Brescia stesse ancora sfidando dei tiratori di Serie A... Ma la risposta dei biancoblù non si è fatta attendere e il cambio di tendenza è arrivato dalle seconde linee. Il quintetto composto da Vencato, Bazan, Nikolic, Lombardi e Da Ros ha saputo girare l’inerzia del match. Un assetto con solo giocatori sopra i 190 centimetri di altezza e nessuno oltre i 205, in grado anche di cambiare in difesa senza dare punti di riferimento: un tipo di quintetto «operaio» che può pagare dividendi in serie B.
Dato
E, soprattutto, si tratta di una formazione per tre quinti subentrata dalla panchina, che ha alzato il livello in difesa (12 punti subiti nella seconda frazione contro i 24 del primo quarto) e ha creato grossi problemi di accoppiamenti ai quintetti piccoli dei siciliani. Nikolic da «3» ha immediatamente esposto questa vulnerabilità attaccando in post, con i tiratori bresciani, Lombardi in primis, pronti a punire sul perimetro. E avere lunghi che hanno mano dalla lunga distanza può davvero dare una marcia in più in questo tipo di situazioni tattiche.
In avvio
Questo assetto fisico ha invertito la rotta di un match iniziato in salita, con un impatto difficile del quintetto d’avvio e tre quarti di scarsa vena realizzativa di Klanjscek: è stata la panchina a mostrare la via. Considerando che Brescia sa di poter contare su un quintetto titolare di assoluto livello per la competizione, avere anche questo tipo di indicazioni già nelle prime giornate di campionato non può che essere di buon auspicio.


