Play off: Germani-Sassari «può essere una serie lunga e combattuta»

Baioni, assistente di Bucchi, è l’ex di turno: «I collettivi risulteranno decisivi, almeno nelle prime gare»
Daniele Ardenghi

Daniele Ardenghi

Giornalista

Nel match di ritorno, Giacomo Baioni sulla panchina della Dinamo Sassari, accanto a Piero Bucchi
Nel match di ritorno, Giacomo Baioni sulla panchina della Dinamo Sassari, accanto a Piero Bucchi

In una stagione in cui la Dinamo Sassari - avversaria della Germani dopodomani, lunedì, al PalaLeonessa, per gara -1 dei quarti dei play off -ha cambiato molto, Giacomo Baioni, assistente, è stato uno dei punti fermi. Il pesarese ha vissuto a Brescia due stagioni, tra il 2019 e il 2021, lavorando al fianco di Esposito prima e di Buscaglia poi. È tornato da ex in via Caprera per la prima volta lo scorso 23 gennaio, e nel pre-gara è stato chiamato, dagli spalti, da moltissimi tifosi. Che proprio non volevano saperne di fargli raggiungere i giocatori per il riscaldamento. Segno che ha lasciato... un segno, anche oltre al parquet.

Analisi

Sulle metamorfosi dei sassaresi, Baioni concorda: «La stagione può essere divisa in tre parti. La prima con Cavina in panchina. Sono stati presi dei rischi, ma questa circostanza certifica il valore di Demis, come persona e come allenatore. L’impegno in Champions League, con l’eliminazione da un girone difficilissimo e impegnativo anche dal punto di vista logistico, ha certamente influito sulla prima parte di stagione. Poi è arrivato Bucchi. Uomo esperto che ha individuato cosa andava corretto. Ha puntato su un giocatore che conosceva, Robinson, e rapidamente molte cose si sono sistemate. Infine, è arrivato Bilan (centro croato di caratura europea, ndr), in uscita dagli ucraini del Prometej. Un’occasione, nella tragicità della vicenda internazionale, che il club e il gm Pasquini hanno saputo sfruttare con tempestività». 

Amedeo Della Valle - Foto New Reporter Checchi © www.giornaledibrescia.it
Amedeo Della Valle - Foto New Reporter Checchi © www.giornaledibrescia.it

Duello

Il mantra di questi giorni, d’altra parte, è: in regular season la Germani ha battuto due volte la Dinamo, ma la Dinamo adesso è diversa. «Brescia - commenta Baioni - merita grande rispetto. Ha vissuto un’annata all’insegna di entusiasmo e positività. Ha un modo di giocare particolare, che i giocatori hanno saputo prima capire e poi mettere in pratica. La Germani e Sassari sono due squadre diverse a livello di roster, di singoli giocatori, di modo di stare in campo. Sarà una serie interessante, e potenzialmente lunga. Di partita in partita, sarà necessario saper resettare e correggere». Proprio Bilan potrebbe essere l’arma in più? «È di sicuro un fattore, ed è un giocatore esclusivo per talento e taglia. Ma non credo che sarà un singolo a determinare le partite, bensì i collettivi. Almeno all’inizio».

Un'immagine del match di regular season tra Germani e Dinamo Sassari
Un'immagine del match di regular season tra Germani e Dinamo Sassari

A proposito di play off: Pesaro, la «casa» di Baioni, ha centrato la post season, «ed è un fatto che mi emoziona. Ho passato lì vent’anni. Quest’ultimo periodo è stato all’insegna di passione, trasporto e sacrifici. Il grande merito è stato portare alla Vuelle un allenatore della bravura di Banchi, mossa che ha segnato la svolta». E Buscaglia che ha salvato Napoli? «A Bologna, contro la Fortitudo, ha gestito una gara delicatissima nel migliore dei modi...». Tra poco, per Baioni, sarà tempo di tornare a Brescia, da avversario. «La prima volta è stata splendida. Sono stato accolto con affetto e stima. Gli stessi sentimenti che provo per i bresciani. Che sono passionali, competenti e riconoscenti. La gente fa la differenza, e ha contribuito a rendere i miei due anni a Brescia clamorosamente positivi».

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