Treviglio è una pari categoria che può disputare un buon campionato. Trieste una squadra di serie A, di sicuro incompleta al momento dell’incrocio a Pisogne con la A2A Leonessa Brescia, eppure, comunque, una squadra di serie A. Vicenza parteciperà invece al campionato di serie B Nazionale e sarà la prima avversaria dei biancoblù, domenica 27 (si giocherà in Veneto). La Virtus LuxArm Lumezzane è altra formazione di B1, che tra l’altro affronta la stagione con ottime prospettive e ambizioni elevate. Torino disputerà il prossimo torneo di serie A2. Cinque amichevoli, tutte diverse tra loro (anche perché in più di un’occasione Calvani non ha avuto a disposizione l’intera rosa), cinque vittorie.
Con i fiocchi
Brescia sta vivendo una pre-season con i fiocchi, anche dal punto di vista dei risultati. Poi, si sa: il basket d’agosto o di settembre non porta punti in classifica, ma solo indicazioni. Anzi, a dirla tutta, porta indicazioni e contribuisce a formare un’attitudine. Prima che il tour dei test iniziasse, coach Calvani aveva spiegato di essere poco interessato ai risultati delle amichevoli. I suoi pensieri, sottolineava, sarebbero stati rivolti agli automatismi, all’amalgama, alla cura dei dettagli, all’osservazione dell’approccio dei suoi uomini.
Costante
Mentre tutti questi aspetti paiono migliorare di uscita in uscita, la costante sono i risultati. La Leonessa ha fin qui solo vinto. Contro Treviglio, Trieste, Vicenza, Lumezzane e Torino. A questo punto, per arrivare lanciata alla prima di regular season, la squadra capitanata da Burns può mettere nel mirino il Memorial Alberto Morelli-Soevis Cup di Castellanza (in provincia di Varese), che inizia venerdì 18 settembre con la semifinale ancora con Lumezzane (alle 18.30, l’altro match è fra Legnano e Ferrara) e termina sabato 19 con le due finali. Tra le costanti di questa marcia di avvicinamento al campionato di serie B Nazionale c’è anche la barra dritta che Calvani tiene dallo scorso 17 agosto, giorno del primo allenamento.
Il sessantatreenne romano non si è mai scomposto dopo le vittorie della pre-season. Ha sempre preferito parlare più in profondità degli aspetti da migliorare che di quelli che sembrano già andare bene. Nel farlo, ha comunque sempre mostrato apprezzamento e rispetto per l’attitudine al sacrificio dei suoi ragazzi. Verso i quali – ha spesso ricordato – è molto esigente, per il semplice motivo che gli obiettivi della società sono chiarissimi: bisogna cercare di vincere la stagione regolare per crearsi una griglia play off sulla carta più favorevole e ottenere così una delle due promozioni in serie A2.

La B Nazionale, nei piani della Leonessa, deve essere una categoria «di passaggio». Possibilmente rapido. Allenatore esigente per squadra forte. Squadra forte per società ambiziosa, quindi. I tifosi bresciani, nel frattempo, ritrovano con piacere l’energia di un Burns che sfida il tempo che passa. Apprezzano la classe di tutt’altra categoria di Da Ros. Ma anche i movimenti felpati di Vencato, il dinamismo di Bazan e Santinon, la regia di Sabatini, l’esplosività di Lombardi, l’intelligenza tattica e la forza fisica di Nikolic, le accelerazioni di Klanjscek. E, in generale, anche le qualità di una squadra che – si vede sempre di più – ama passarsi la palla, ha il culto (che è il culto di Calvani) della ricerca del tiro migliore, e sa in qualche modo anche alzare un buon muro difensivo riempiendo bene l’area, sporcando le linee di passaggio, contestando tiri.
Il tutto sotto gli occhi di Calvani, che non digerisce le transizioni gestite male, anche se siamo in precampionato. O i canestri facili che a volte vengono concessi.
Non potrebbe essere diversamente: soglia dell’attenzione alta, per un gruppo che non potrà sbagliare quando vincere avrà riverberi diretti sulla classifica.




