La legge dai play off dice che gara uno di una serie è la partita più delicata per la squadra col vantaggio del fattore campo e la Germani ne ha fatto immediatamente conoscenza a sue spese. Trieste ribalta alla prima occasione il vantaggio portando la partita esattamente sui binari desiderati: alto ritmo, tanto tiro dall’arco, continue folate in campo aperto e grande sacrifico difensivo.
Coach Taccetti, anche per necessità con le assenze di Sissoko e Brooks, ha optato per quintetti piccoli e piccolissimi che hanno messo in crisi la difesa biancoblù. La truppa di Cotelli, che aveva concesso solo 3 volte in tutta la stagione 50 o più punti nel primo tempo (50 a Trapani e Milano, 51 in casa con Reggio) ne ha subiti addirittura 59 concedendo oltre il 76% da 2 ai biancorossi.
L’approccio

La Germani è riuscita con l’orgoglio a rimettersi in partita nella ripresa, trovando anche un modo per mettere un freno al ritmo, ma non è bastato poi per avere la lucidità giusta nel finale. È strano vedere questa versione di Brescia perdere una gara in volata e restano negli occhi gli episodi finali, ma l’impressione è che sia stato l’approccio alla gara a condizionare il risultato.
Preoccupa, se si guarda al prosieguo della serie, il mancato impatto in area di Miro Bilan, che non è riuscito a fare la differenza nel pitturato nonostante il ridotto pacchetto lunghi rivale. Della Valle con 26 punti e 4 assist ha provato a salvare capra e cavoli, fermandosi sul ferro come la penetrazione sulla sirena del potenziale pari. Dopo aver chiuso per la prima volta al secondo posto, quindi, la Germani comincia per la prima volta i quarti perdendo gara-1.




