Germani, il sorpasso è avvenuto: Della Valle ha segnato più di papà

Poteva e doveva essere un giorno speciale in casa Della Valle. Il destino ha voluto che quello di sabato scorso diventasse un compleanno speciale per Amedeo. Rincorsa e sorpasso a papà Carlo, certificata proprio nel giorno del trentatreesimo compleanno del capitano della Germani. I numeri non mentono. Adv supera il «Marchese di Alba» nella classifica all-time dei marcatori in serie A portandosi a quota 4.666 punti segnati nel massimo campionato italiano (escludendo le Coppe nazionali), contro i 4.663 del padre. Festa doveva essere e festa è stata. A trecentosessanta grandi, dato che la Germani è stata pure capace di compiere l’ennesima impresa proprio nella serata in cui Amedeo ha messo a referto solo quattro punti.
L’ha fatto contro Kyle Wiltjer, figlio di Greg, giocatore passato per Brescia (stagione 1984-1985), avversario di Carlo Della Valle, pilastro dell’Auxilium Torino. Tornando agli «affari di famiglia», è proprio papà Carlo a celebrare l’ennesimo traguardo tagliato dal «suo» Amedeo.
Le parole
«Innanzitutto gli faccio i miei complimenti – esordisce Cdv –. Un grande traguardo per lui, sono davvero felice». Pallacanestro diversa, tempi diversi, da una parte i pro, dall’altra i contro. Carlo Della Valle tiene a evidenziare certi aspetti. «Parliamo di tempi diversi, sicuramente – sottolinea l’ex playmaker, oggi sessantaquattrenne –. Io, alla sua età, avevo già smesso (Amedeo aveva già un anno quando Carlo finì la carriera a Pistoia, ndr). Ma c’è da dire che a Ame mancano tre anni di pallacanestro italiana. Parlo dei due passati in America e della stagione tra Spagna e Montenegro. Questo compensa tutto. Anche i regolamenti e le partite sono cambiati. Ai miei tempi era forse più difficile segnare. Due tempi da 20 minuti, il bonus iniziava dall’ottavo fallo di squadra subito e una volta raggiunto si andava in lunetta con l’uno più uno. Inoltre, l’azione d’attacco durava trenta secondi e c’era anche la possibilità di rinunciare ai tiri liberi per poter giocare un ulteriore possesso con la rimessa laterale».

Apice
Carlo ha smesso a trentadue anni, Amedeo ha appena spento trentatré candeline. «Ed è nel miglior momento della sua carriera. Brescia gli ha permesso di completarsi, di dare il meglio di sé. Sono un tifoso della Germani oltre che di Amedeo. Esprime probabilmente la miglior pallacanestro del campionato, trasmette gioia, è un gruppo davvero fantastico. Non mi pesa per nulla fare Alba-Brescia e rientro per godermi questo spettacolo per nulla scontato».
A pagare la cena, questa volta, toccherà ad Amedeo, senza se e senza ma. Prima, però, ci sono altri traguardi da raggiungere. Oggi Adv è il secondo realizzatore di sempre con la maglia di Brescia con 3.070 punti, dietro solo a Silvano Motta con 3.449. Inoltre è a 271 punti da Michele Mian, il quale occupa il centesimo posto nella classifica dei marcatori di serie A di tutti i tempi.
Famiglia
Ma quel che conta ora è la dedica speciale per questo traguardo raggiunto in famiglia. «Potrebbe sembrare scontato, ma voglio dedicarlo a mio papà e mia mamma. Senza il loro supporto non avrei mai raggiunto questi livelli – afferma il capitano biancoblù –. Fin da quando sono piccolo, mio padre è stato un modello a cui ispirarmi e l’amico di cui fidarmi. I suoi consigli hanno molta importanza nel mio percorso. Mi ha sempre detto di curare il modo di tirare, l’ho ascoltato e non poteva esserci giorno migliore del mio compleanno per raggiungere questo traguardo di famiglia con una splendida vittoria a Venezia».
La famiglia, per Adv, è tutto: «Una dedica particolare anche a mia mamma Cristina. Si è sdoppiata per la pallacanestro, prima con papà, poi con me – prosegue la guardia di Alba –. Lo sta facendo anche tutt’ora, ma in maniera più serena, dato che gioco vicino a casa e vede Brescia come una città che mi protegge. Ha una grande importanza nella mia vita, le sarò sempre grato». Amedeo ha solo un rimpianto... «Si, mi sarebbe piaciuto giocare con papà. Come dice lui, e ne sono certo anche io, saremmo stati una bella coppia anche in campo».
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