A breve il futuro della Pallacanestro Brescia avrà un orizzonte meglio delineato. Negli ultimi giorni, mentre da tutta Italia giungono indiscrezioni sulla possibile cessione della Germani Brescia, il presidente Mauro Ferrari si è celato dietro a un singolare silenzio, che sembra anticipare l’inizio di una nuova rivoluzione per la squadra di basket più importante della città.
Per certi versi anche l’esperienza di Ferrari nel mondo del basket, una decina di anni fa, era iniziata allo stesso modo. L’imprenditore bresciano si è avvicinato a quella che allora era il Basket Brescia Leonessa come sponsor e nella stagione 2020/’21 ne è diventato proprietario, cambiandone non solo il nome.
Il suo percorso è contrassegnato da tante vittorie sul parquet, dalla costruzione di una struttura societaria a supporto della squadra e dal coinvolgimento di molti investitori oltre che da un buon numero di tifosi. Un progetto che, analizzando i bilanci degli ultimi dieci anni, Ferrari ha supportato con il versamento di tasca propria (con la complicità di papà Faustino e senza coinvolgere la sua società di trasporti oggi controllata da Eurizoncapital) di circa 30 milioni di euro.
Lo confermano anche i conti chiusi al 30 giugno 2025, che rilevano come la società cittadina vanti ricavi per 7,3 milioni, generando tuttavia costi per oltre 9 milioni e una perdita di 1,7 milioni, ricoperta dal socio unico (al 100%) della Pallacanestro Brescia, ossia la Megrani. In altre parole, attraverso la holding di famiglia, Ferrari ha subito rimesso i conti in ordine.
Nel frattempo, come già registrato da tempo nel mondo del calcio, anche in quello del basket si stanno muovendo con significativo interesse i fondi di investimento. Per la palla a spicchi insomma si sta aprendo un nuovo scenario, fatto di tante luci e nuovi business. Nell’ottobre 2027 debutterà l’Nba Europe e la Pallacanestro Brescia deve necessariamente prepararsi a un’ulteriore rivoluzione, come il resto del sistema basket italiano: con l’arrivo degli americani si alza l’asticella del gioco, ma anche quella degli affari.
Forse il paragone è azzardato, ma quando il medesimo fenomeno si è riprodotto nel mondo del calcio, alcune storiche realtà si sono fatte trovare impreparate e dopo una serie di retrocessioni di categoria hanno portato i libri in tribunale. Un destino che la Pallacanestro Brescia non meriterebbe, per ora il suo futuro resta nelle mani di Ferrari.




