Germani fucina di debuttanti, Cotelli è summa dei suoi maestri

Se il tiro da tre punti a ridosso della sirena nel match del PalaShark di Trapani fosse entrato, staremmo parlando di record eguagliato. Per soli due punti, invece, questo inizio di stagione della Germani capolista è «solo» il secondo migliore di sempre, in serie A. Numeri e statistiche a parte, questo primo spezzone di regular season è stato semplicemente fantastico.
La Pallacanestro Brescia ha vinto otto gare e ne ha persa una, appunto, in Sicilia. Solo nel 2017-2018 si fece meglio, grazie a quel memorabile nove su nove d’inizio campionato. Guardando lo start delle altre stagioni, non si trova di meglio: quattro vittorie e cinque sconfitte nel 2016-2017, 3-6 nel 2018-2019, 5-4 nel 2019-2020, 2-6 nel 2020-2021 (non viene calcolata la gara con la Virtus Roma, che si ritirò dal campionato e che fu, comunque, persa dai biancoblù). E poi, tre vittorie e sei sconfitte nel 2021-2022, 5-4 nel 2022-2023, 7-2 nel 2023-2024 e 7-2 nel 2024-2025.
In tutti questi inizi, in tutte queste stagioni Matteo Cotelli c’era, da assistente. Prima di Diana, che fu fatto debuttare in serie A e al quale è legato il record della striscia di nove successi. Poi di Esposito, con parentesi al fianco di Buscaglia. Quindi di Magro (altro debuttante in serie A), e infine di Poeta, a sua volta al primo anno da capo allenatore.
Il trentottenne bresciano, in qualche modo, è la «summa» di tutti i suoi maestri. Ciascuno ha lasciato in lui una traccia, un insegnamento, una serie di spunti. Poi è chiaro, ogni storia è diversa, ciascuno è unico, ogni squadra è differente (anche se il legame tra quella dello scorso anno e l’attuale è praticamente totale), ogni stagione ha le sue pieghe e le sue sfumature.
Scuola
Cotelli ha iniziato giovanissimo con Diana. Il livornese – per il quale ha ricoperto anche il ruolo di match analyst – gli ha insegnato le basi del mestiere. Nel triennio in serie A nella squadra dell’oggi head coach della Libertas Livorno ha avuto modo di lavorare con Magro da «pari grado». Il coach fiorentino sarebbe poi tornato nel futuro di Cotelli in veste di capo allenatore.
Tornando però alla linea del tempo e proseguendo in ordine cronologico, nel 2019 si è aperta un’altra fase. Ossia quella in cui si è mosso nello staff di Esposito. Eccellente la prima stagione di quella Germani, purtroppo bloccata dalla pandemia, difficilissima la seconda, nel corso della quale sarebbe arrivato Buscaglia, che avrebbe traghettato Brescia fino a una sofferta salvezza.
Da Esposito, Cotelli ha assorbito nuovi dettagli tecnici e un modo diverso di gestire la squadra, che nasceva dall’esperienza di grandissimo giocatore del casertano, oggi cinquantaseienne. Detto della parentesi con Buscaglia, ecco poi il ritorno a Brescia di Magro, stavolta da capo allenatore e capofila di un progetto nuovo di zecca. Tutt’oggi l’attuale coach della Germani definisce il fiorentino come il proprio maestro. Lo ha fatto anche prima e dopo la partita con Napoli, attuale club di Magro. Da lui ha appreso tantissimo sotto i profili tecnico, tattico e metodologico.
Tempi recenti
Infine, lo scorso anno, ecco Poeta, condottiero di una stagione memorabile dopo l’apprendistato biennale all’Olimpia Milano e in Nazionale. Dal quarantenne di Battipaglia Cotelli ha assorbito un nuovo modo di gestire il gruppo, dentro il campo e fuori. Ha preso nota di come si può pianificare in modo differente un’intera stagione anche per quanto concerne il lato emotivo della squadra come entità e dei singoli giocatori. Per forza di cose, il lavoro della passata stagione riverbera in questa. Che, però, racchiude in sé – grazie a tutte le esperienze del nuovo debuttante – mille sfumature. Che derivano dal passato, sì, ma anche dalle doti personali di Cotelli. Perché siamo tutti la somma delle nostre esperienze, ma al contempo qualcosa di unico.
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