Basket

Gran difesa nei momenti clou: ecco come cresce la Germani

Marco Mezzapelle
Il miglioramento è frutto del lavoro del tecnico Matteo Cotelli e di uno sforzo che coinvolge tutta la squadra
Amedeo Della Valle, Nikola Ivanovic, Demetre Rivers - Foto Ceretti / Ciamillo-Castoria
Amedeo Della Valle, Nikola Ivanovic, Demetre Rivers - Foto Ceretti / Ciamillo-Castoria
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Per la Germani, nel derby dell’Oglio contro Cremona, è arrivata l’ottava vittoria su nove gare disputate in regular season. È «qualcosa di straordinario, che a tanti potrebbe sembrare ordinario», ha sottolineato coach Matteo Cotelli. La Pallacanestro Brescia sta proseguendo la marcia messa iniziata la scorsa stagione, forte delle proprie certezze, della grande qualità e di quel senso del «rifiutare la sconfitta» che è diventato ormai una costante. L’ordinario-straordinario, però, va cercato e letto «tra le righe». La finale scudetto non ha generato senso di appagamento. Al contrario, Brescia sembra addirittura migliorata. Ad esempio, è cresciuta nella fase difensiva. L’attacco va a memoria e si basa su altissimi livelli di classe ed esperienza (89 i punti segnati a gara). L’upgrade, come si diceva, è nella metà campo senza palla.

Ultimi 80 minuti

Prendiamo le ultime due gare, a Napoli e con Cremona: 72 i punti subiti in entrambe. I partenopei arrivavano dai 93 realizzati a Trento; la Vanoli dai 113 rifilati a Trieste. Un caso? Nemmeno per sogno. In entrambe le partite la dimensione difensiva dei biancoblù è stata determinante. Specialmente nei momenti chiave delle partite, che sono «girati» proprio grazie giocate difensive di livello.

Per restare su questi match, vengono in mente le «rapine» di Ivanovic e Della Valle nei momenti clutch, passando per le stoppate di Ndour, Mobio e Rivers (la Germani è prima nella classifica delle stoppate date, con 3.2 a gara). Poi c’è il lavoro oscuro, ma determinante, di Bilan sugli show nei pitturati, fino ad arrivare all’energia costante messa sul parquet dallo stesso Rivers, Cournooh e Burnell, capaci di far saltare i piani partita con un’intensità da togliere il fiato. Brescia è quindi ripartita da questo lavoro, fortemente voluto da coach Matteo Cotelli che, con grande intelligenza, non ha voluto stravolgere e cambiare l’identità di una squadra fatta di gerarchie definite e con un notevole bagaglio di intelligenza cestistica. Il trentottenne bresciano, però, sta costruendo un sistema efficace, che fin qui ha spesso mandato all’aria i piani partita delle avversarie.

Azzannare il momento

Spicca, come si diceva, la capacità di «azzannare il momento», generata pure dal già citato «rifiuto della sconfitta». Senza stravolgere alcunché, con la complicità di un gruppo di elevato valore tecnico ed umano.

La Germani è guidata da un allenatore che ha saputo cogliere il momento e toccare le corde giuste al momento giusto. Cotelli è consapevole di avere la fiducia dei suoi ragazzi e quella del club che, ormai, si conferma come la miglior «palestra» per un coach esordiente. La «comfort zone» può tranquillamente attendere. C’è ancora tanta fame e voglia di raggiungere qualcosa di importante.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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