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Verso Cantù, Santoro: «Per noi necessario vincere contro la Germani»

Il giemme ex Brescia: «Partita per partita dobbiamo costruire la nostra salvezza»
Sandro Santoro in uno scatto del 2022 - © Newreporter Checchi
Sandro Santoro in uno scatto del 2022 - © Newreporter Checchi
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Domenica, alle 20, al PalaDesio, la Germani sfida Cantù in una sorta di testacoda. L’Acqua San Bernanrdo è ultima a 6 punti, appaiata a Treviso. La Pallacanestro Brescia è prima - ma seconda per via dello scontro diretto con la Virtus Bologna - a 24. Il più grande degli ex di questo incontro è sempre Sandro Santoro, 60 anni da poco compiuti, giemme all’ombra del Cidneo dal 2015 al 2021. Ricopre il medesimo ruolo a Cantù dal 2022, e la scorsa estate è riuscito a centrare l’agognata promozione che è valsa il ritorno in serie A.

Brescia viene dall’esaltante vittoria su Tortona e deve ancora capire se (ed, eventualmente, per quanto) riuscirà a recuperare Ndour, elemento chiave. I padroni di casa sono reduci da una striscia di otto sconfitte consecutive. Hanno recentemente inserito nel roster Chiozza, playmaker americano con curriculum di tutto rispetto, e lasciato partire Gilyard, regista accasatosi in Francia, al Gravelines-Dunkerque.

Le parole

«Non è una partita che dobbiamo giocare - afferma il pugliese di Mesagne, Brindisi -. È una partita che dobbiamo vincere». Ovviamente, la frase non vuole suonare come una mancanza di rispetto verso i biancoblù di Cotelli, quanto, piuttosto, come la fotografia dell’urgenza dei comaschi.

«L’esclusione di Trapani riduce del 50% le retrocessioni - ricorda il dirigente -. Scenderà in A2 una sola squadra. Ma se guardi le statistiche rimani sempre deluso. Non possiamo fare programmi, non possiamo fare calcoli. Chi li fa rischia di perdere ogni partita».

Il cambio in cabina di regia non ha portato subito punti, ma buoni spunti sì. «A Trieste (ko 84-79, ndr) si è visto qualcosa di diverso. Avevamo problemi di costanza anche di rendimento e di impatto sulle gare. È proprio in questi aspetti che puntiamo a migliorare rapidamente».

Le «big», fin qui, hanno fatto i loro dovere. Questa circostanza, unita alla sparizione di Trapani, contribuisce a «spaccare» la classifica. «È comunque ancora lunga - ricorda Santoro -. Il girone di ritorno comincia adesso. Chi non gioca le Coppe è agevolato. Bisognerà invece vedere quanto e come procederà il cammino europeo di chi vi partecipa».

A ottobre

All’andata le due squadre si erano confrontate alla quarta giornata, il 26 ottobre. La Germani s’era imposta senza troppa difficoltà (104-94, abbassando un po’ la tensione nel finale).

Della Valle e compagni hanno proseguito l’andata su alti livelli. «La cosa non mi ha meravigliato - prosegue Santoro -. Gli investimenti fatti per non perdere alcun giocatore della stagione precedente hanno pagato. Se pianifichi bene getti sempre ottime basi. Poi il risultato arriva sempre dal campo, e non è mai scontato».

Anche e soprattutto le formazioni coinvolte nella lotta salvezza hanno cambiato interpreti. Pure per questo, la fase discendente di regular season promette di essere differente. «Ogni squadra è diversa e in evoluzione - sottolinea il general manager di Cantù -. Ripeto, però: chi riesce a confermare il roster parte con un vantaggio derivante dal vissuto, che è una qualità notevole tanto nello sport quanto nella vita».

Infine, una battuta da uomo navigato sul caso Trapani. «Non se ne può parlare senza conoscerne i dettagli - chiosa Santoro -. È stato ed è un caso complicatissimo. Ovviamente provo grande dispiacere per tutte le parti danneggiate da quanto accaduto. Può essere un caso d’ispirazione per prevenire problemi di questo tipo. Ha intaccato la credibilità del nostro movimento? Sapremo recuperarla in fretta».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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