Basket a Brescia: prende forma la società, sponsor nel «pacchetto» romano

Summit fruttuoso e delicato a Brescia Due: la «newco» si dà un codice etico. Bragaglio: «Bisogna avere pazienza»
Daniele Ardenghi

Daniele Ardenghi

Giornalista

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Ripartenza basket a Brescia, ore decisive

Esiste un «sotto traccia» che ha portato alla fine della Pallacanestro Brescia e alla potenziale fine della pallacanestro a Brescia. Esiste un «sotto traccia» di segno completamente opposto. Ossia quello di chi sta cercando di far rinascere il basket all’ombra del Cidneo.

L’incontro

E ieri è stata una giornata importante. Come lo saranno tutte, da qui in avanti, nei prossimi giorni. Crystal Palace, Brescia Due, diciassettesimo piano. Sede del Gruppo Brixia, del cui CdA fa parte Enrico Zampedri, figura di congiunzione con la governance della fu Pallacanestro Brescia. Ieri, tra le 14 e le 17, la riunione di chi sta cercando di fare ripartire il basket nel nostro territorio.

Tra i presenti, esponenti dei gruppi imprenditoriali Mazza, Techné, Busi. C’è anche lo sponsor Bonera. Graziella Bragaglio, che con Matteo Bonetti ha riportato lo sport a Brescia nel 2009 e oggi si trova (sempre insieme al medico «guru di pallacanestro») al centro del progetto in veste istituzionale. Il presidente in pectore. Anche se, a quanto si è potuto raccogliere, non esistono ancora (ma esisteranno) due cose. La nuova società e la categoria dalla quale ripartire.

Per la prima ci pensa il gruppo ristretto, ma iper-motivato e concreto, del quale fanno parte anche Paolo Franceschetti di Slingofer (collegato con Brescia Due in videoconferenza, ma presente per intenzioni e impegno) e lo sponsor Bonera. Perché Gruppo Brixia? È nel CdA Enrico Zampedri, che a sua volta era nel consiglio della Pallacanestro Brescia. Si tratta di una realtà economica bresciana formato extra-large per credibilità e forza.

Il titolo di Nocera

Mauro Ferrari - Foto New Reporter Checchi © www.giornaledibrescia.it
Mauro Ferrari - Foto New Reporter Checchi © www.giornaledibrescia.it

Cosa c’è e cosa non c’è? Qual è il messaggio? Alla prima domanda bisogna rispondere così. Mauro Ferrari sarebbe pronto ad acquistare il titolo di B Nazionale di Nocera (superando di gran lunga l’offerta della nuova Ac Trapani) e ad offrirlo alla nuova realtà – di cui sopra – per ricominciare, praticamente a costo zero. Ma nulla è stato ancora concluso. Non esiste ancora, a livello formale, la famosa «newco», che adesso non ha tra le mani il diritto di iscrivere una squadra in B1. Non esiste ancora, ma si sta costituendo. Esisterà, insomma, e lo sforzo affinché tutto quanto accada è tanto concreto quanto incisivo (l’incontro di ieri è ulteriore prova, come lo sono stati i summit in Loggia con la sindaca Laura Catelletti lunedì e martedì).

Le parole

«Questo è un tavolo di lavoro – afferma Bragaglio, l’unica designata a parlare –. Definisce le linee guida del nuovo percorso. Le ore che verranno saranno di lavoro intenso. Si definiranno dei profili e dei comitati interni a questo nuovo percorso». Ed esiste già un codice etico.

Il percorso stesso ha un «titolo di lavoro», presente in prima pagina sui fascicoli sul tavolo dell’incontro a Brescia Due: New Basket Brescia. Non è il nome ufficiale della nuova squadra. Il titolo di Nocera? «C’è un notaio e ci sono avvocati. Il messaggio che deve passare alla piazza è che bisogna aver pazienza», conclude Bragaglio. Quindi, fattivamente, ieri non si è chiuso alcunché. Ma la nuova realtà viaggia dritta e compatta verso un unico obiettivo. Per la vita del basket a Brescia.

Gli sponsor

(di Andrea Cittadini)

La sorpresa è stata doppia. Da una parte la cessione della società a Roma – un fulmine a ciel sereno per chi per anni ha creduto nel progetto di Mauro Ferrari e che ora si sente tradito – e dall’altra la scoperta che nel pacchetto finito nella Capitale nelle mani dell’avvocato americano Paul Matiasic ci sono anche gli sponsor che avevano contratti in essere con Pallacanestro Brescia. E che ora non intendono – per mancanza di interesse prima di tutto commerciale e territoriale – sostenere la neonata Maxima Roma.

«Nessuno ci fa sapere nulla e mi sembra una mancanza di rispetto che si aggiunge all’abbandono del grande basket a Brescia» commenta uno degli sponsor spiazzati da Ferrari. E che si aspetta in queste ore – in verità sarebbe dovuta arrivare già martedì – una comunicazione che liberi dall’accordo di sponsorizzazione gli imprenditori che si sono ritrovati trasferiti a loro insaputa.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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