Tonelli, bresciano negli Usa: «Qui sveglia a 5.30 e un basket più fisico»

Il cestista ex Germani, classe 2006, ha giocato in Ncaa con la Winona University del Minnesota e farà il college grazie a una borsa di studio: «Per ora resto, sto diventando più forte, ma un giorno vorrei tornare a Brescia con un ruolo centrale»
Tonelli è un classe 2006 © www.giornaledibrescia.it
Tonelli è un classe 2006 © www.giornaledibrescia.it

Si allunga la lista dei giovani cestisti che portano in alto il vessillo bresciano nel mondo. Alessandro Tonelli, cresciuto nelle giovanili della Pallacanestro Brescia e aggregato nella scorsa stagione alla prima squadra,  è appena rientrato dal primo anno di college in America.

«Un vero e proprio sogno. Fin da piccolo vedi i giocatori e dici "loro vengono dall'America che è piena di opportunità, c'è il massimo livello al mondo di pallacanestro”, quindi sicuramente è  un sogno che è diventato realtà», racconta Tonelli, che ora dopo averlo toccato quel sogno lo vorrebbe anche rendere ancora più reale. «Adesso ho un obiettivo adesso, perché voglio proseguire i miei tre o quattro anni al college per conseguire una laurea. Voglio anche migliorare come giocatore e se si riesce magari fare anche qualche soldo in Division I grazie alla Nil (name image and likeness, ovvero nome, immagine e somiglianza)».

La norma

Si tratta del sistema introdotto nel 2021 che permette ai giocatori del college di monetizzare il proprio brand personale e la propria identità: sta scuotendo il basket americano e non solo permettendo ai giocatori Ncaa di guadagnare cifre importanti: «Per me quest’anno neanche un dollaro, anche perché gioco in una squadra di Division II, ma ho avuto la borsa di studio completa è già questo non è poco. Oramai gli allenatori di Division I, ma anche di Division II, cercano maggiormente giocatori già formati da andare a prendere tramite il transfer portal (meccanismo che permette alla fine di ogni stagione di mettersi a disposizione per cambiare College; ndr) piuttosto che giocatori nuovi in arrivo dall’high school. La Ncaa è diventata una lega professionistica vera e propria, in cui i giocatori vengono pagati per giocare nelle squadre».

Per il ventenne bresciano un mondo da scoprire © www.giornaledibrescia.it
Per il ventenne bresciano un mondo da scoprire © www.giornaledibrescia.it

Il percorso

Facciamo un passo indietro per capire come è arrivata a bussare alla porta di Alessandro questa opportunità: «L'occasione è arrivata grazie al mio allenatore, al preparatore atletico di Pro Camp Andrea Comini e a Sandro Marelli di Extra Pass, che mi hanno aiutato durante la scelta. Avevo anche altre offerte da un paio di scuole di Division I, solo che alla fine non siamo riusciti a concludere e l'offerta migliore era sicuramente quella della Winona State University. Infatti sono arrivato, ho giocato subito e avevo i miei 30 minuti garantiti a partita che comunque da freshman (giocatore al primo anno, ndr) non è sicuramente una cosa automatica».

Il bresciano classe 2006 è stato selezionato per una borsa di studio dall’università dello stato del Minnesota e in questi ultimi 10 mesi ha potuto vivere un’esperienza che siamo abituati a vedere solo nei film e nelle serie tv: «Passi tutto il tempo con i tuoi compagni di squadra, con i tuoi amici e quindi non hai mai tempo per essere triste dopo una partita storta. La scuola è un po' più semplice rispetto alle università italiane, perché siamo abituati a un livello altissimo. Però se vuoi una laurea devi comunque studiare, devi comunque metterci impegno. La pallacanestro è di altissimo livello, si pensa che la Division II sia di un livello più basso rispetto alla I, ma nella mia conference ci sono giocatori veri e io mi sono trovato ad avere una media bassa. Comunque giocavo tanto e bene, anche se non ero il realizzatore da 30 punti a partita che mi avevano promesso. Tutti mi dicevano “diventerai il miglior tiratore della Lega” e invece arrivi lì e non è così semplice».

La giornata tipo

Un’esperienza sicuramente bellissima, ma ben lontana da quella mostrata sugli schermi anche per quanto riguarda la giornata tipo di un atleta: «Si inizia con la sveglia alle 5.30 perché poi alle 6 abbiamo la sessione di pesi per 4 giorni a settimana. La seduta dura fino alle 7.30, alle 8 iniziano le lezioni che possono durare anche fino alle 14. Di solito un pranzo veloce, perché poi alle 13 o alle 14 a seconda dei giorni bisognava iniziare con l'allenamento che poi termina tra le 16 e le 17, subito dopo cena e studio nel dormitorio, perché poi alle 22 si va a dormire, altrimenti il giorno seguente non riesci neanche ad alzarti».

Warriors: così sono chiamati i giocatori della Winona State University per cui gioca Tonelli © www.giornaledibrescia.it
Warriors: così sono chiamati i giocatori della Winona State University per cui gioca Tonelli © www.giornaledibrescia.it

La leggenda sul livello del strutture e soprattutto sul fatto che siano a disposizione degli atleti a qualsiasi ora del giorno della notte è stata verificata anche dell’ex giocatore della Germani: «Hai strutture aperte 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Io potevo svegliarmi alle 2 di mattina e decidere di andare in palestra. È capitato un paio di volte, ho chiamato uno degli assistenti ed è arrivato. Mi hanno aperto la palestra e poi siamo stati lì a fare un po' di tiro, è capitato dopo alcune brutte partite in cui ho sentito la necessità di rimettermi subito al lavoro – ha svelato il giocatore 20enne –. È una cosa che in Italia non immagineresti mai, ma è sempre stato uno dei miei sogni potermi allenare quando volevo. Ti senti più stimolato a lavorare se hai queste strutture sempre disponibili».

Alessandro Tonelli ha lasciato Brescia per giocare nell'Ncaa statunitense © www.giornaledibrescia.it
Alessandro Tonelli ha lasciato Brescia per giocare nell'Ncaa statunitense © www.giornaledibrescia.it

Prestazioni

Venendo al campo, nonostante una stagione da aggregato alla prima squadra della Pallacanestro Brescia in serie A e un ottimo percorso nelle giovanili, non è stato così semplice per Tonelli incidere fin da subito in Ncaa: «All’inizio semplicemente dovevo adattarmi allo stile di gioco del mio allenatore e in generale della conference, mi sono dovuto adattare ad un gioco molto più fisico, con difese più preparate e piedi molto più veloci sugli scivolamenti, quindi attaccare è più difficile». Dopo il periodo di aggiustamento, però, la situazione è cambiata per la guardia bresciana che ha cominciato a mostrare tutto il suo repertorio. «Nella seconda parte della stagione ho iniziato a segnare, ho iniziato a divertirmi di più giocando e a trovarmi meglio con i compagni, ma anche loro si sono adattati di più al mio gioco perciò è andata molto meglio».

La seconda parte di stagione ha regalato decisamente maggiori soddisfazioni © www.giornaledibrescia.it
La seconda parte di stagione ha regalato decisamente maggiori soddisfazioni © www.giornaledibrescia.it

Chiusa la prima stagione da rookie (in gergo, una matricola), Tonelli ha già le idee piuttosto chiare anche per il prossimo anno: «Adesso l'idea è di proseguire almeno per un'altra stagione con Winona State. Con un ruolo magari più importante, avendo la palla in mano più spesso: l'obiettivo dei miei prossimi quattro anni in America è di completare il percorso di studi e magari di ricevere un chiamata dalla Division I per salire ulteriormente di livello».

Al termine di questo ciclo l’America ci restituirà, quindi, un Alessandro Tonelli più forte di quello che è partito: «Secondo me sì, anzi posso dire sicuramente sì, perché comunque il livello della pallacanestro statunitense è altissimo. La gente pensa che sia facile andare in Division 1, ma lì tutti sanno giocare e perciò mi sento già molto migliorato rispetto all'anno scorso. Con la prospettiva di avere altri quattro anni di fronte a me, in teoria dovrei migliorare ancora di più».

Ritornerai, un giorno, ritornerai

Alessandro Tonelli con la maglia della Germani Brescia - Foto New Reporter Checchi © www.giornaledibrescia.it
Alessandro Tonelli con la maglia della Germani Brescia - Foto New Reporter Checchi © www.giornaledibrescia.it

Lo sguardo sul futuro resta chiaramente anche puntato sulla sua Brescia, dove potrebbe tornare tra qualche anno ad avere un ruolo più importante rispetto al passato: «Sarebbe un sogno alla fine vestire di nuovo la maglia della mia città con un ruolo più importante rispetto a quello da aggregato – ha concluso lo stesso Tonelli –. L'obiettivo a lungo termine è di tornare in Italia e giocare da professionista, se l'offerta arriverà da Brescia chiaramente sarà un plus perché sarei vicino a casa e comunque è sempre stato il mio sogno fin da piccolo vestire la maglia biancoblù».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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