Una qualsiasi squadra favorita, non solo nella pallacanestro, incontra difficoltà diverse da tutte le altre rivali. Deve confrontarsi con il valore delle concorrenti, come tutte. Ma poi ci sono le aspettative. O, come spesso si è detto per l’A2A Leonessa Brescia, c’è il fatto che tutte ti affrontano più a cuor leggero, sapendo che hanno tutto da guadagnare e niente da perdere.
Circostanze
Brescia – capolista del girone A del campionato di serie B Nazionale, dopo tre vittorie in altrettante gare – ha poi una storia tutta sua. È nata da un cumulo di macerie, in tempi record e con sforzi collettivi per certi versi commoventi. Rappresenta una sorta di unicum. Cerca di seguire un modello di «democrazia ateniese», non particolarmente semplice da applicare, ma decisamente rivoluzionario e affascinante, grazie a una base sociale allargatissima. A un CdA più ristretto, a un comitato tecnico formato da tre persone (lo coordina Matteo De Maio, che dopodomani, giovedì, alle 21.30, sarà ospite su Teletutto nello studio di Basket Time, ne fanno parte Matteo Bonetti e Paolo Franceschetti).
L’uomo che più di tutti ci mette la faccia è coach Marco Calvani. Il quale, dall’inizio, ha battezzato un approccio. Che, poi, è il suo, a prescindere. Quello della responsabilità. E dell’esigenza. Così, dopo la vittoria 82-74 di domenica, affatto priva di difficoltà, a Castell’Arquato, contro Fiorenzuola (non irresistibile e priva degli uomini migliori Marinelli e Cecchinato), l’allenatore romano ha usato il pugno di ferro. Quando si è trattato di analizzare la prestazione della Leonessa ha parlato di velo pietoso da stendere. Ha poi affermato: «Abbiamo fatto il minimo sindacale». Tutto questo, però, non è coinciso con uno scaricamento di responsabilità sui giocatori. Il sessantatreenne romano ha affermato di sentirsi responsabile per la performance, specificando che, evidentemente, non è riuscito a trasmettere ai propri giocatori il senso d’urgenza necessario in partite come quella in terra piacentina e, più in generale, in questo campionato sporco e difficile.

Modalità
Ci sono tanti modi per accogliere domeniche così. Un allenatore potrebbe tagliare corto su quanto visto in campo e tenersi i due preziosissimi punti. Un altro potrebbe esprimersi in modo morbido, affermando che «stavolta è andata bene, ci teniamo la vittoria e sappiamo che dobbiamo migliorare».
Calvani è entrato in sala stampa e, se qualcuno non avesse saputo il risultato, avrebbe pensato a una sconfitta dell’A2A. Ma proprio questa, forse, è la chiave. Perché Brescia dovrà eccellere, e per eccellere sarà costretta a non abbassare mai la guardia. L’autoindulgenza è vietata, sarà vietata. E un panorama, anche societario, così variegato, ha forse bisogno d’essere espresso sul campo da un uomo di polso. Che accoglie una vittoria incerta come una sconfitta, se necessario.
Appuntamento per i tifosi
Intanto domani (martedì 13 ottobre), alle 19, al PalaLeonessa, gli abbonati saranno protagonisti di una festa nel corso della quale verrà consegnata loro una maglietta.



