Altri sport

Val Gardena, Wengen e Kitzbühel: al «mago» Franzoni manca solo Bormio

Successi e podi nella velocità su tutte le piste iconiche: sulla Stelvio ci sono gli appuntamenti olimpici con la storia
La premiazione pubblica davanti a 50mila persone - Foto Fis
La premiazione pubblica davanti a 50mila persone - Foto Fis
AA

Già dopo il sensazionale weekend di Wengen, Giovanni Franzoni aveva fatto capire di apprezzare il nuovo ruolo all’interno dell’Ital-jet: «Mi fa piacere essere il traino della squadra ora». Figuratevi ora, dopo il trionfo in discesa della Streif di Kitzbühel, come possano essere riscritte le gerarchie della velocità azzurra e come ora siano aumentate le speranze di medaglia alle prossime Olimpiadi di Milano-Cortina.

Passaggio di testimone

La felicità di Giovanni Franzoni sul podio della libera di Kitzbuehel - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
La felicità di Giovanni Franzoni sul podio della libera di Kitzbuehel - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Il capitano, per anzianità e palmares, rimane Dominik Paris. Ma ora Giovanni Franzoni è il golden boy a cui tutta Italia guarda per i Giochi in casa. E non si può dire che l’esplosione sia vista «male» dal veterano azzurro: da anni Paris ha preso Franzoni sotto la sua ala protettrice insieme al tecnico bresciano Alberto Ghidoni, all’altoatesino il gardesano da tempo chiedeva consigli per migliorare nello scorrimento e lo stesso Ghidoni ha rivelato come a Paris piaccia la voglia di imparare di Franzoni.

Non è, insomma, la vecchia storia del giovane che diviene troppo ingombrante per l’esperta stella. Piuttosto, è una sorta di passaggio di testimone annunciato – sperando anche in un’ultima impresa di Paris – tra quello che è stato uno dei velocista più vincenti della storia azzurra e il ragazzo del lago desideroso di toccare l’Olimpo. Proprio con Paris e Ghedina condivide un altro primato: è il terzo azzurro nella storia ad aver vinto in discesa e superG nella stessa stagione. Difficile non nutrire pensieri stupendi quando ci si avvia ai Giochi con una forma e una serie di risultati come quella di Franzoni.

Mese speciale

Nel giro di poco più di un mese, il finanziere classe 2001 è stato in grado di cogliere podi e vittorie su tutte le piste «storiche» della Coppa del Mondo, in entrambe le discipline. Prima il terzo posto della Val Gardena, poi la doppietta di Wengen con successo sempre in superG e podio (ancora terzo) in discesa, infine la laurea con lode nella libera regina di Kitzbühel. Per completare la collezione di podi nei luoghi sacri della Coppa del Mondo, adesso, manca solamente Bormio con la Stelvio. Guarda caso, la pista su cui gareggeranno gli uomini alle Olimpiadi di Milano Cortina.

Prima uscita sabato 7 febbraio in discesa, poi lunedì 9 la supercombinata a squadre e mercoledì 11 l’appuntamento con il superG. Magari, anche il gigante di sabato 14 per Franzoni. Il tutto su un pendio che sembra fatto su misura per le sue caratteristiche di velocista tecnico, forgiato col gigante e divenuto efficace a 150 chilometri orari con il duro lavoro.

Le soddisfazioni

I selfie con Ibrahimovic e Svindal
I selfie con Ibrahimovic e Svindal

Nel frattempo, lo sciatore gardesano si è concesso un paio di giorni di relax a Madonna di Campiglio, non prima di aver salutato Kitzbühel tra mille dichiarazioni d’affetto. L’altra sera, dopo il trionfo sulla Streif, è stato incoronato re nella cerimonia pubblica davanti a 50mila persone in visibilio. E le lacrime hanno lasciato spazio a sorrisi ed esultanze sfrenate. Poi si è messo lo smoking per partecipare all’esclusivo party del comitato organizzatore, sfoggiando una certa eleganza e facendo breccia tra un pubblico di selezionatissime leggende, di qualsiasi sport.

Dallo scatto con Zlatan Ibrahimovic ai selfie con quelli che sono stati alcuni degli idoli sulla neve, i norvegesi Aksel Svindal e Kjetil Jansrud. Selfie ne ha fatti molti – come documentato dal gemello Alessandro su Instagram – anche con i tanti tifosi che l’hanno fermato mentre stava lasciando il Tirolo. E già prima del trionfo aveva convinto l’esigente pubblico austriaco: in molti prima della gara avevano puntato su di lui per la vittoria. Se lo fanno gli specialisti della neve, lo può fare anche l’Italia alle Olimpiadi: c’è un treno per la storia che fa tappa a Bormio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Sport

Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...