«Sotto i 10'' con un polpaccio malmesso, Marcell ha zittito tutti»

Paolo Camossi, allenatore di Jacobs, dopo la vittoria si toglie qualche sassolino dalla scarpa
Paolo Camossi con il suo pupillo Marcell - © www.giornaledibrescia.it
Paolo Camossi con il suo pupillo Marcell - © www.giornaledibrescia.it

Riposo e terapia. Il day after di Marcell Jacobs è stato all’insegna della tranquillità, col suo staff intento a elaborare i dati della volata e a rimetterlo in sesto dopo la contrattura accusata prima della semifinale al polpaccio della gamba sinistra. Gli occhi del tecnico di Jacobs, Paolo Camossi, sprizzavano di gioia quando maestro e allievo si sono abbracciati sul piazzale antistante l’Olympiastadion un’ora dopo lo sprint regale.

Come d’abitudine Camossi ha seguito la finale dal campo di riscaldamento, ha aspettato che il suo pupillo smaltisse i controlli antidoping per poi accompagnarlo a Casa Italia, dove era quasi l’una quando il goriziano si è tolto anche qualche sassolino dalla scarpa.

Camossi, questo trionfo europeo zittisce gli scettici? «Pur con un polpaccio malmesso Marcell ha vinto, correndo sotto i dieci secondi. Spero che nessuno dica più niente. Chi voleva una conferma l’ha avuta».

Come è stata la finale? «Emozionante, perché è partito con molta tranquillità, poi in fondo ha gestito la sua corsa».

Quando ha capito che avrebbe vinto? «Alla vigilia di Ferragosto, due giorni prima della finale. Quando l’ho visto in allenamento ero sicuro che avrebbe conquistato la posta in palio».

Al Mondiale però l’americano Fred Kerley ha corso nove centesimi più veloce.... «Non voglio rispondere sul tema per non cadere in provocazioni. Se fosse stato bene in Oregon, Marcell avrebbe battagliato con gli americani senza grossi problemi».

C’è stato un attimo in cui ha pensato che gli Europei sarebbero saltati? «Mai. A Eugene ci sono mancate due settimane, qui le abbiamo avute».

Si è tolto un peso? «No, perché non abbiamo avuto problemi né di fiducia né di obiettivi. Semplicemente un infortunio ci ha scombussolato i piani. Nello sport può accadere».

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