Sci, finali di Coppa: Franzoni sogna tra discesa, superG e gigante

Quando si sono tenuti i Giochi invernali di Lillehammer 1994, Giovanni Franzoni nemmeno era nato. Trentadue anni dopo, su quelle stesse piste, il golden boy dello sci azzurro si presenta alle finali di Coppa del Mondo con una doppia veste: vice campione olimpico della discesa libera e aspirante al podio stagionale in entrambe le discipline veloci.
Stupore
«Mai l’avrei pensato di essere qui a giocarmi un piazzamento così all’ultima gara stagionale», ammette il 2001 di Manerba del Garda da Kvitfjell, dove tra domani e domenica si corrono discesa e supergigante (rispettivamente ore 10.45 e 12.30, diretta su Rai ed Eurosport, con streaming anche su RaiPlay, Discovery+, Dazn ed Hbo Max).
Mai avrebbe pensato di presentarsi all’ultimo atto stagionale con cinque podi complessivi in Coppa del Mondo (due vittorie, due terzi e un secondo posto) oltre all’argento nella libera colto a Bormio a febbraio.
Utilizzando una metafora di borsa, quello di Giovanni Franzoni è il titolo che ha fatto la performance migliore negli ultimi 12 mesi, un upgrade che nemmeno lui s’attendeva, così impetuoso. «Doppio podio di specialità? Sarebbe fantastico, ma anche uno basterebbe», pare accontentarsi il polivalente gardesano. Che in realtà – ormai l’abbiamo capito – non è tipo avvezzo ad accontentarsi.
La situazione
In discesa libera, con la coppa di specialità già assegnata al vincitore del trofeo di cristallo Marco Odermatt, Franzoni che è terzo con 354 punti, potrebbe paradossalmente agganciare anche Franjo Von Allmen (435) ma soprattutto deve difendersi dagli assalti del compagno di squadra Dominik Paris (341) e dell’austriaco Vincent Kriechmayr (322).
«Fa piacere essere qui a giocarsi tutto all’ultima gara – dice Franzoni – ed è vero che conta solo chi arriva primo, ma anche il podio non sarebbe male. Soprattutto in discesa la mia crescita è stata incredibile, significa che ho fatto una grande stagione. Non mi posso lamentare, ma non mi devo mettere a fare conti, serve sciare libero come so fare. Anche per Domme è velocissimo su questa pista. Sarà molto dura anche tenere il podio della discesa».
Si può agguantare, ma è vera bagarre, anche quello del superG. Anche in questo caso il trofeo è già nelle mani di Odermatt, ma le altre posizioni sono ravvicinate. Kriechmayr è a 267, gli altri austriaci Stefan Babinski e Raphael Haaser a 243 e 241, Franzoni a 240, Von Allmen a 229 e nemmeno Stefan Rogentin a 200 è fuori causa.
Programma
Si parte dalla discesa, su una pista che tra Coppa Europa e Coppa del Mondo ha già regalato podi (continentali) e buoni piazzamenti. Quando ancora Franzoni non era… Franzoni. «La neve farà la differenza, sono condizioni più invernali rispetto a Courchevel. Mi spiace non si siano disputati i superG in Francia, perché la pista mi si addiceva. Ma vista la stanchezza è andata bene così. Mancano pochi giorni, vedere il traguardo vicino mi dà determinazione. E c’è qualche curva in cui posso fare la differenza».
L’ha dimostrato anche giovedì, risalendo dal 16esimo tempo della prima prova al sesto, a 63 centesimi da Allegre. Passato il weekend, Franzoni poi farà anche il gigante di Hafjell avendo superato quota 400 punti stagionali (è a 594, ottavo nella generale). «Mi si addice, ha una media pendenza. Spero solo di non arrivare cottissimo come un anno fa. E, forse sì, non è l’ultimo di questa stagione, ma il primo della prossima...». I ragionamenti, sul finire dell’annata 2024/25, erano stati gli stessi. Sappiamo che non erano frasi fatte.
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