«Avere qualcuno alle spalle mentre si pesca è fastidioso quanto sentire uno sguardo sopra la spalla mentre si scrive una lettera alla propria ragazza» scriveva Ernest Hemingway. E chi ama la pesca, (sportiva e non) lo sa bene. La pesca è uno sport di attesa e concentrazione. Non ama le intrusioni e, tantomeno, gradisce gli auguri, a cominciare da quel «buona pesca» che molti pescatori preferirebbero non sentirsi dire mai.
Anche nel Bresciano tra laghetti sportivi, bacini artificiali e specchi d’acqua immersi nel verde, la pesca continua a essere una passione molto praticata. Non serve per forza essere agonisti: spesso bastano una canna, un po’ di pazienza e la voglia di passare qualche ora all’aperto. Il consiglio prima di partire, però, è quello di verificarne sempre gli orari, il regolamento e i documenti richiesti.
Nei laghetti sportivi a gestione privata valgono le indicazioni dei gestori (dalle tecniche consentite alle modalità di cattura) mentre per la pesca nelle acque pubbliche lombarde il riferimento è la licenza dilettantistica di tipo B, costituita dalla ricevuta del versamento della tassa regionale annuale di 23 euro. Sono previste esenzioni per i residenti in Italia con meno di 18 anni o più di 65 anni e per i soggetti indicati dall’articolo 3 della legge 104, purché esercitino la pesca con la sola canna.
Dove pescare in città e dintorni
Per chi vuole rimanere in città, l’indirizzo per la pesca sportiva è il Lago Franzoni, in via Serenissima. Un laghetto sportivo urbano, frequentato da anni dagli appassionati e accessibile secondo il regolamento interno, con tessera Assolaghi. Durante la stagione estiva la pesca alla trota viene sospesa e il lago lascia spazio al «carpfishing» e al «bassfishing». Il primo è dedicato alla pesca della carpa, il secondo al black bass, o persico trota. Due tecniche diverse, ma accomunate dall’attenzione al rilascio del pesce, che viene rimesso vivo in acqua. Entrambe le attività sono su prenotazione.
Sempre a due passi dalla città, a Roncadelle, in via del Laghetto, c’è il Lago Giardinetto, gestito dalla sezione bresciana di Fipsas, la Federazione Italiana Pesca Sportiva, Attività Subacquee e Nuovo Pinnato. Il complesso comprende due bacini, uno piccolo e uno grande, ed è pensato per una pesca sportiva ordinata e regolamentata e per la formazione di giovani e adulti di ogni età. Per pescare è necessario essere tesserati Fipsas e acquistare il permesso giornaliero; il regolamento prevede inoltre il divieto di asportare il pesce, con obbligo di rilascio immediato di ogni cattura. È quindi un lago «no kill», dove la pesca non è finalizzata a portare a casa il pescato, ma all’esperienza sportiva in sé.
A Borgosatollo, in via Donizetti, c’è invece il Laghetto del Cigno, uno degli indirizzi più classici e conosciuti per la pesca alla trota. Il bacino, nato negli anni Sessanta come cava artificiale per l’estrazione della sabbia, è stato poi convertito negli anni Ottanta alla pesca sportiva. Un dettaglio interessante è legato all’acqua: il lago è alimentato da acqua sorgiva, con una temperatura media indicata dalla struttura attorno ai 13,5 gradi, elemento che rende possibile la pesca alla trota durante tutto l’anno. Sempre a Borgosatollo, in via Gerole, c’è anche il Lago Amici delle Gerole, cui si affianca un bar e ristorante che festeggia quest’anno i vent’anni di attività.

In pianura
Anche in pianura l’offerta è vasta e permette di scegliere tra esperienze diverse, dalla pesca più semplice alla giornata pensata per sperimentare tecniche più specifiche. A Poncarale, in via Agostino Gallo, c’è il Nuovo Laghetto Fiorito, dove l’attività segue il ritmo delle stagioni: nei mesi più caldi si pescano soprattutto carpe e storioni, mentre d’inverno torna protagonista la trota. A Orzinuovi, in via Castelbarco, si trova invece il Lago Mandarino, particolarmente legato al carpfishing. Lungo un perimetro di circa 1.600 metri sono distribuite sedici postazioni doppie, tutte raggiungibili in auto e pensate anche per sessioni più lunghe. Accanto alla pesca alla carpa, il Mandarino consente anche lo spinning lungo il perimetro del lago: una tecnica più dinamica, praticata con esche artificiali, alla ricerca di predatori come persico trota, persico reale e luccio. È quindi una meta più tecnica rispetto al classico laghetto da trota.
Per chi cerca una dimensione più raccolta e tradizionale c’è poi il Laghetto Rocca di Roccafranca, riaperto nel novembre 2024 dopo un periodo di stop. Uno dei luoghi simbolo per la pesca sportiva locale, aperto nel 1992 e legato per decenni alla figura di Alberto Allocchio, punto di riferimento per molti pescatori della zona.
Pesca sportiva in montagna
Salendo di quota, la pesca sportiva diventa anche una piccola gita in montagna. Qui il riferimento principale è la pesca alla trota, praticata in specchi d’acqua che durante l’estate diventano mete molto frequentate dagli appassionati. Tra gli indirizzi da segnare ci sono il Lago di Vaia, in località Vaia a Bagolino, e il Lago Dasdana, in località Dasdanino, sempre nel territorio di Bagolino. Entrambi rientrano nell’offerta estiva della pesca sportiva in Maniva: il Vaia è indicato con apertura da giugno alla prima settimana di ottobre, mentre il Dasdana da giugno a settembre. Sempre nell’area del Maniva ci sono anche i Laghetti di Ravenola, in territorio di Collio, aperti nella stagione estiva e dedicati alla pesca sportiva. Anche qui la dimensione è quella della pesca alpina: non tanto la comodità del laghetto cittadino, quanto il piacere di raggiungere un luogo più appartato, immerso nel paesaggio montano.
Un altro indirizzo è, infine, il laghetto di Valbione, a Ponte di Legno. In questo caso la pesca sportiva si lega alla vocazione turistica dell’alta Valcamonica: il lago è raggiungibile direttamente in seggiovia dall’abitato di Ponte di Legno ed è gestito dall’omonimo ristorante.


