È morto Santo Amonti, il più grande boxeur bresciano: aveva 88 anni

La «Quercia di Gussago», il pugile di maggior lustro nella nostra provincia insieme al concittadino Natale Vezzoli, fu campione nazionale nei mediomassimi e nei massimi
Enrico Danesi
Santo Amonti in uno scatto d'epoca
Santo Amonti in uno scatto d'epoca

Si è spento a 88 anni il gussaghese Santo Amonti, il boxeur più grande (insieme al concittadino Natale Vezzoli) tra quelli nati e cresciuti in provincia di Brescia. Struttura da mediomassimo, dotato di un fisico perfetto e di un repertorio pugilistico completo (come sovente ricordava Gino Cavagnini sulle pagine del Giornale di Brescia), è stato campione nazionale sia in questa categoria che in quella «regina» dei massimi, nel corso di una carriera professionistica durata poco più di dieci anni, da maggio 1957 (quando esordì a Brescia con un sonante ko ai danni di Heimann) ad agosto 1967 (quando, sul ring di Los Angeles, cedette a Johnson).

L’eleganza e i derby

Più ancora che i titoli e un record comunque ragguardevole – 57 incontri vinti, 9 persi, 3 pareggiati – della «Quercia di Gussago» restano i ricordi legati a un’eleganza innata, ai derby con il più accreditato tra gli avversari nazionali, anch’egli bresciano (il «Martello di Manerbio» Pietro Tomasoni), come pure alle immagini di stadi pieni e spettatori adoranti, in un’epoca in cui la boxe scaldava tanti cuori.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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