Mille Miglia, In Veneto è festa grande e Vesco detta il ritmo

Entusiasmo alle stelle a Vicenza e a Padova: «Avete un tesoro». E intanto il rivale Tonconogy ironizza: «Baratterei la vittoria qui per il successo della mia Argentina al Mondiale»
Andrea Cittadini

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Mille Miglia 2026, l'arrivo a Padova
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Mille Miglia 2026, l'arrivo a Padova

L’analisi porta la firma di un signore sulla settantina che parla con la moglie in piazza dei Signori a Vicenza. Macchina fotografica in mano, tra uno scatto e l’altro. «A Brèsa no i gà na squadra nel calcio che conta, ma i gà un tesoro come la Mille Miglia». Severo ma giusto a buttarla sul derby calcistico e un po’ invidioso sul fronte motoristico l’appassionato di auto tra le migliaia che hanno festeggiato il passaggio in Veneto delle auto storiche fino all’arrivo a Padova.

Per quello che è stato il 24esimo transito all’ombra della Basilica del Santo in 99 anni di corsa e che per Padova, come sarà per tante città lungo il percorso Brescia-Roma-Brescia, ha il sapore di un casting in vista del prossimo anno. Perché essere sulla strada del centenario vorrà dire essere nella storia.

Giornata impegnativa

Intanto in Veneto gli equipaggi hanno fatto scorrere i titoli di coda della prima tappa dopo una giornata impegnativa e provante per le vetture. A memoria mai tante vetture avevano al pronti via accusato problemi. Tutte vittime prima delle salite del Castello in città e poi di quelle a Lumezzane. Con una cornice di caldo, cattiva compagna di viaggio per i motori di bolidi d’epoca.

La gara

A Padova è Prato della Valle ad accogliere la Mille Miglia che da queste parti non vedevano da sette anni. Tanti quante le vittorie di fila che insegue Andrea Vesco che – udite, udite – chiude il primo giorno di prove davanti a tutti. Rinnovando la sfida – se così la possiamo chiamare, perché sembra sempre più una gara dall’esito scontato – con l’argentino Tonconogy, secondo davanti a padre e figlio Turelli-Turelli.

«Abbiamo fatto solo il dieci per cento della gara, ma è bello essere davanti dopo una giornata che da bresciani e valtrumplini ci ha emozionato molto, perché abbiamo corso sulle strade di casa davanti agli amici», commenta Andrea Vesco, che cerca il settimo successo di fila.

Tonconogy permettendo, che da argentino accetta però il baratto: «A Vesco la Mille Miglia e alla mia Argentina il Mondiale di calcio? Firmo subito» giura sotto la cupola di Sant’Antonio. Ma nessuno ci crede. La sfida tra loro è solo all’inizio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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